Il M5S apre al territorio con i tavoli di “Nova”, il centrodestra riorganizza le proprie fila dopo i terremoti giudiziari. E c’è poi chi punta già a Palermo.
Le grandi manovre della politica siciliana partono dal centro dell’Isola. Nel Nisseno la macchina elettorale è già a pieno regime, mossa da un doppio binario.
Se da un lato la scadenza delle Amministrative impone scelte immediate, dall’altro la vera e propria “guerra politica” è già orientata verso le prossime elezioni Regionali.
La coalizione progressista ha scelto la via del confronto diretto per serrare i ranghi.
Sotto la spinta del leader del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, si è tenuta a Caltanissetta l’anteprima del progetto “Nova, la parola all’Italia”. Una giornata intensa, sintetizzata dall’ex sindaco del capoluogo, oggi consigliere comunale, Roberto Gambino: “Abbiamo dato vita a undici tavoli tematici, registrando una larghissima partecipazione di cittadini e forze politiche. Il nostro programma per le Regionali si costruisce dal basso, ascoltando le reali necessità sociali”
Gambino, non ne fa mistero sulle proprie ambizioni per uno scranno a Palermo. Lo fa senza peli sulla lingua, dopo che da tempo ha confidato a qualcuno di aver indirettamente agevolato l’elezione del sindaco Tesauro, facendo un errore, “ca@@@ta”, ma in quel periodo c’erano altre situazioni.
Se i progressisti provano a fare assembramento, il centrodestra nisseno si trova a dover ridisegnare la propria mappa del potere.
Il fattore chiave è l’assenza “forzata” di Michele Mancuso, per anni coordinatore e leader indiscusso di Forza Italia nell’area, oggi frenato dalle note vicende giudiziarie che ne escludono una possibile ricandidatura.
Un vuoto politico enorme che, tra prese di distanze, rimpasti e scandali vari, rischia di spaccare i forzisti nisseni, cosa già avvenuta con la defenestrazione dell’ex assessore Marcello Mirisola e l’autosospensione del consigliere Di Dio e in questa situazion sono molti i partiti che cercano di intercettare il bacino di voti di Mancuso, Fratelli d’Italia in primis.
Però all’ombra del Castello Manfredonico c’è chi non si è mai del tutto allontanato dalla politica e si sta muovendo con decisione.
Lui Totò Cardinale che dal suo storico “fortino” di Mussomeli, sta preparando quella che alcuni definiscono la “spallata finale”, e nelle stanza del Castello si fa sempre più insistente il nome di Gianluca Micciché come figura di punta.
In tutto questo fermento, l’orizzonte del Partito Democratico appare invece più sfocato.
Ma la partita provinciale non la giocano solo i grandi partiti.
C’è anche la consigliera Annalisa Petitto, alla guida del suo movimento civico, che ha già iniziato a piazzare i propri avamposti in provincia, recentemente a Gela e probabilmente anche lei ha un occhio a Palermo.
Nel frattempo, si registrano nuovi fermenti anche a destra.
A Caltanissetta e Gela, sono arrivati i sostenitori del generale Vannacci, che hanno aperto sedi e allestito i primi banchetti per raccogliere adesioni.
Ma non tutti, però, voglio o possono permettersi il lusso di guardare subito a Palermo, due sono gli esponenti locali che pensano al proprio Comune.
Come ad esempio a Mussomeli, dove l’ex sindaco, Giuseppe Catania ha scelto di concentrarsi per un seggio in Consiglio comunale, mentre a Serradifalco il leghista Leonardo Burgio, sfidando leggi e regolamenti, si candida per il suo terzo mandato, cosa che, qualora gli riuscisse, gli prospetterebbe una strada decisamente tutta in discesa, essendo l’unico candidato a correre per la carica di sindaco.
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