La Rete Zeromolestie Sinalp, ribadisce con forza la propria visione sul tema della parità di genere.
Una parità reale, concreta ed equilibrata, che tenga insieme diritti, responsabilità e riconoscimento delle differenze senza alcuna posizione ideologica che non tiene conto della realtà e dell’evoluzione storica della nostra società.
La nostra posizione è chiara, ribadisce la Responsabile del Progetto Zeromolestie Sinalp Natascia Pisana, uomini e donne sono uguali in dignità, diritti e opportunità, pur nella loro naturale differenza biologica e genetica.
È proprio in questa differenza, e non nella sua negazione, che risiede la ricchezza della società, e della sua evoluzione sociale ed economica.
La parità di genere non può essere costruita negando, o peggio abolendo ideologicamente, le differenze biologiche tra uomo e donna.
Le differenze biologiche e genetiche esistono e rappresentano una componente naturale dell’essere umano, evidenzia il Segr. del SINALP Siciliano Dr. Andrea Monteleone, e negarle o tentare di appiattirle in nome di un’uguaglianza astratta ed ideologica, significa generare confusione e, paradossalmente, nuove disuguaglianze.
Mentre la vera sfida è riconoscere che uomini e donne sono diversi, ma questa diversità non deve implicare gerarchia, bensì complementarità, e deve tradursi in pari dignità, pari diritti e pari opportunità.
Una società matura non cancella le differenze, le valorizza e le armonizza.
Fin dall’infanzia, il modello sociale tende ancora a indirizzare maschi e femmine verso ruoli predefiniti. Queste dinamiche, spesso inconsapevoli, in alcuni casi ed ambienti potrebbero limitare lo sviluppo pieno della persona.
Tuttavia, è altrettanto sbagliato sostituire queste rigidità con nuove gabbie ideologiche, che colpevolizzano anche la differenza biologica imponendo modelli artificiali.
L’attuale dibattito evidenzia l’emergere di queste nuove “gabbie ideologiche” che, spesso sotto mentite spoglie progressiste o tecnocratiche, tendono a colpevolizzare la differenza individuale e a imporre modelli comportamentali o cognitivi artificiali di parità di genere anche biologici.
Il problema non è che esistano inclinazioni diverse, ma che queste vengano trasformate in limiti.
L’obiettivo deve essere uno solo, consentire a ogni individuo, uomo o donna, di esprimere liberamente il proprio potenziale, senza stereotipi ma anche senza negazioni della realtà.
Negli ultimi anni si assiste a una crescente polarizzazione del dibattito, che rischia di trasformare la parità di genere in uno scontro permanente di genere, una contrapposizione tra uomini e donne.
Questo approccio è sbagliato e controproducente.
La Rete Zeromolestie Sinalp afferma con chiarezza, di essere contraria ad una visione conflittuale e ideologica della parità, e di voler sviluppare una visione collaborativa, fondata sul rispetto reciproco
Uomini e donne non sono avversari ma sono parte dello stesso progetto sociale.
La parità non si conquista contrapponendo, ma costruendo insieme.
La battaglia per la parità deve tornare a concentrarsi sui problemi reali e concreti come il divario salariale (Gender Pay Gap) che continua a frenare la crescita sociale ed economica della nostra società.
Come l’accesso limitato delle donne ai ruoli apicali (soffitto di cristallo) che va combattuto coinvolgendo sempre più le donne nella nostra società e senza creare gabbie sociali che per legge e genere, e non per capacità e professionalità, dovrebbero far crescere la presenza femminile nei ruoli apicali.
Inoltre va evidenziato l’ancora pesante squilibrio nei carichi familiari e nel lavoro di cura tra uomo e donna.
Queste sono le vere disuguaglianze che incidono sulla vita delle persone e sulle prospettive future della nostra società.
Spostare il dibattito su questioni simboliche o ideologiche rischia di distogliere l’attenzione da queste priorità.
La parità non si realizza forzando artificialmente gli esiti, ma creando condizioni di partenza eque.
Per questo la Rete Zeromolestie Sinalp propone il Rafforzamento del welfare (asili nido, servizi per l’infanzia, sostegno alle famiglie dello Stato e delle Imprese).
La tutela della maternità e della paternità come valore sociale, non come ostacolo professionale. La parità di trattamento reale nel lavoro con regole chiare e controlli efficaci senza penalizzare di fatto le donne.
Migliorare e sviluppare l’educazione al rispetto e alla complementarità tra uomo e donna nelle scuole, per formare, finalmente, cittadini consapevoli e non contrapposti
La parità di genere è una sfida di civiltà che riguarda l’intera società, e bisogna sempre aver presente l’idea che questa parità non si costruisce negando le differenze, ma riconoscendole e valorizzandole.
Uguaglianza non significa uniformità, ma pari dignità nella diversità.
Solo abbandonando le logiche di scontro e le rigidità ideologiche che negli ultimi venti anni sono cresciute in maniera esponenziale, sarà possibile costruire una società in cui uomini e donne possano davvero crescere, lavorare e vivere insieme, in modo equo e complementare.
Perché il futuro non si costruisce dividendo, ma unendo le differenze in un progetto comune.
Rete Zeromolestie SINALP
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