Caltanissetta 401
  • Home
  • Cronaca
    • Cronaca Internazionale
  • Politica locale
    • Politica
  • Rassegna stampa
    • Economia e Finanza
    • Riflessioni
    • Riceviamo e pubblichiamo
  • Cultura ed Eventi
    • Concorsi
    • Scuola
    • Tecnologia
  • Sport
  • Altro
    • Dalla provincia e dintorni
    • Ricette tipiche
    • Salute & Benessere
    • Meteo
Reading: Rider, anatomia dei nuovi schiavi del food delivery: la comodità di molti costruita sulla precarietà di pochi
  • Seguici
Font ResizerAa
Caltanissetta 401Caltanissetta 401
Cerca
  • Home
  • Chi siamo
  • News
    • Cronaca
    • Politica locale
    • Cultura ed Eventi
    • Sport
    • Rassegna stampa
    • Salute & Benessere
    • Riceviamo e pubblichiamo
    • Dalla provincia e dintorni
Follow US
© Caltanissetta401 | Realizzato da Creative Agency
Caltanissetta 401 > News > Cronaca > Rider, anatomia dei nuovi schiavi del food delivery: la comodità di molti costruita sulla precarietà di pochi
CronacaRassegna stampa

Rider, anatomia dei nuovi schiavi del food delivery: la comodità di molti costruita sulla precarietà di pochi

Last updated: 10/02/2026 6:39
By Redazione 94 Views 6 Min Read
Share
SHARE

Dal dossier NIdiL Cgil 2025 emerge il lavoro povero dei rider: ore infinite, paghe minime, rischio costante e nessuna tutela reale

Contents
Il lavoro che consuma il tempoAlgoritmi, rischio e ricattoSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Li chiamano rider, perché gli inglesismi nobilitano i lavori bassi e annacquano il senso di schiavitù. In realtà sono lavoratori che reggono un pezzo intero dell’economia urbana contemporanea, pagandolo con il proprio corpo e con il proprio tempo. Il dossier 2025 di NIdiL Cgil fotografa una condizione che assomiglia sempre meno a un lavoro flessibile e sempre più a una forma aggiornata di sfruttamento strutturale. L’anatomia dei nuovi schiavi passa dalle app, dagli algoritmi, dalla retorica dell’autonomia che copre rapporti di dipendenza pieni.

Il lavoro che consuma il tempo

In Italia i rider sono circa 30 mila. Per il 76,4% il food delivery rappresenta la principale fonte di reddito. La disponibilità media racconta una settimana intera: il 72,9% si rende disponibile sei o sette giorni, quasi la metà tra sette e dieci ore al giorno. Per inseguire volume: nel 61,7% dei casi le consegne superano quota otto al giorno. Il compenso medio per consegna resta nella fascia più bassa: tra i 2 e i 4 euro lordi per il 56,3%. Dentro quella cifra entrano attese, chilometri, rischio stradale, costi di carburante e manutenzione, telefono. Il tempo che non produce consegne resta tempo regalato.

Le attese pesano come una tassa: davanti al ristorante o al punto di ritiro la fascia più frequente è tra cinque e venti minuti, con il 39,1% tra cinque e dieci e il 38,2% tra dieci e venti. A quel punto il compenso reale si riduce da solo, senza bisogno di dichiarazioni ufficiali.

Il profilo è netto. La stragrande maggioranza è composta da uomini giovani. Oltre la metà ha cittadinanza italiana, ma la quota extra-UE è ampia e vulnerabile, con una componente pakistana pari al 25,1% del campione. È una forza lavoro fragile, spesso vincolata dal permesso di soggiorno e quindi più ricattabile. La vulnerabilità giuridica si intreccia con quella economica e la rafforza. Un rider su tre dichiara di aver subito il blocco dell’account e nel 79,6% dei casi arriva senza spiegazioni: disconnessione secca, reddito azzerato.

Algoritmi, rischio e ricatto

Il lavoro è governato da algoritmi opachi. Solo il 12,9% dice di capire del tutto come viene composto il compenso. Anche qui la realtà si vede nei comportamenti: il 55,4% rifiuta consegne quando il compenso appare troppo basso. Molti lavorano su più piattaforme: il 55% dichiara due o più app.

Il mezzo è quasi sempre del lavoratore: 92,5% di proprietà. Due terzi percorrono oltre quaranta chilometri al giorno. Un terzo supera i duecento euro al mese di spese vive fra carburante o ricariche, manutenzione e cellulare. E poi i furti: il 35,5% riferisce il furto del mezzo, il 12,3% il tentato furto. È capitale di lavoro lasciato per strada, letteralmente.

Sul fronte della sicurezza il quadro è ancora più duro. La formazione avviene soprattutto online (71,3%) e spesso dura meno di due ore (43,8%). I DPI risultano assenti per il 28,2%. Quasi quattro rider su dieci (39,8%) dichiarano almeno un infortunio: il 22,8% racconta un incidente mai denunciato, e fra chi si è fatto male il risarcimento resta un’eccezione.

Chiamarla innovazione è una scorciatoia narrativa. Qui c’è un lavoro povero, costoso da svolgere, esposto a rischi elevati, regolato da decisioni automatiche prive di verifica. I rider chiedono cose elementari: soldi per ordine, minimi garantiti, rimborsi per i costi sostenuti, tutele come malattia e ferie. Le risposte sono sempre deboli, sempre vaghe. Il recepimento della direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme vorrebbe rappresentare un passaggio decisivo. Ma la domanda è politica prima ancora che giuridica: quanto si può continuare a tollerare questo modello? Perché così come stanno le cose significa accettare che la comodità di molti sia costruita sulla precarietà strutturale di pochi.

Fonte lanotiziagiornale.it di Giulio Cavalli

——————

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o

Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

You Might Also Like

Incidente mortale sulla statale 410 a Naro: le vittime salgono a due

Perché l’operazione contro l’Iran è stata chiamata ‘Rising lion’- Leone nascente

Le prime pagine delle maggiori testate giornalistiche siciliane, nazionali, economiche, sportive e straniere in Italia di Giovedì 20 Novembre 2025

Occupazione, Sicilia (46,8%) e Calabria (44,8%) tra le 4 peggiori regioni in Unione Europea

Fiera di San Michele 2025. Assegnazione dei posteggi: richieste entro il 20 agosto 2025. Bando, modello per la domanda e planimetria

TAGGED:CronacaRassegna stampa
Share This Article
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copy Link Print
Caltanissetta 401
Direttore responsabile 
Sergio Cirlinci

93100 Caltanissetta (CL)

redazione@caltanissetta401.it
P:Iva: 01392140859

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura ed Eventi
  • Politica locale
  • Rassegna stampa
  • Sport

Categorie

  • Concorsi
  • Dalla provincia e dintorni
  • Finanza
  • Giovani e Università
  • Sanità

Link utili

  • Chi siamo
  • Privacy & Cookie Policy

Caltanissetta 4.0.1 è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.03/2024 del 21/08/2024. | Realizzato da Creative Agency

Username or Email Address
Password

Lost your password?