Una giornata di alta tensione ha attraversato le principali città italiane. Da Roma a Torino, passando per Bologna, Firenze e Padova, le piazze si sono infiammate a causa dei cortei promossi da movimenti studenteschi e collettivi — in scia alle indicazioni del “Movimento 17 ottobre” — per protestare contro la guerra, il caro vita e le politiche governative. Il bilancio della mobilitazione descrive un clima di forte scontro, con cariche di alleggerimento, idranti, lanci di lacrimogeni, bottiglie e petardi, e decine di feriti tra le forze dell’ordine e i manifestanti.
Il bollettino delle autorità: quasi 5mila identificati e centinaia di fermi
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha tracciato il quadro dei controlli straordinari disposti su tutto il territorio nazionale, anticipati da una fitta serie di perquisizioni scattate nei giorni precedenti a seguito del monitoraggio di chat sospette:
- 4.292 persone identificate complessivamente;
- 371 persone accompagnate e fermate negli uffici di polizia (tra cui 110 minori e 69 stranieri);
- 87 denunce;
- 9 arresti eseguiti nelle varie province (tra cui quattro fermi operati a Padova dalla Digos dopo i tentativi di bloccare i binari della stazione ferroviaria).
La situazione nelle città: tensioni e devastazioni
- Roma: I manifestanti hanno forzato gli ingressi per occupare temporaneamente il Colosseo. Il centro storico è stato teatro di momenti di forte tensione, con lancio di petardi e oggetti contro i reparti mobili della polizia, che hanno risposto con cariche e idranti per disperdere i cortei.
- Bologna: È stata una delle piazze più calde. Scontri prolungati dal tardo pomeriggio fino a tarda sera lungo il percorso del corteo. Il bilancio parla di almeno 17 feriti (di cui 4 agenti finiti in pronto soccorso). Si registrano pesanti danneggiamenti: un autobus devastato in via Marconi, un distributore di sigarette e diversi cassonetti dati alle fiamme, oltre a biciclette del bike sharing utilizzate come barricate e le vetrine del negozio Nike in via Rizzoli infrante. Momenti di apprensione si sono vissuti quando un giovane fermato a terra dagli agenti si è sentito male ed è stato trasportato in codice 2 all’ospedale Maggiore.
- Torino e Firenze: Cortei e slogan contro il governo si sono trasformati in disordini nella zona nord di Torino, dove le forze dell’ordine hanno dovuto fare ricorso a un fitto lancio di lacrimogeni. A Firenze, invece, i manifestanti hanno bloccato per circa un’ora i binari della tramvia prima di acconsentire all’invito delle forze dell’ordine a liberare la sede.
Svolta investigativa: fermata la presunta “mente” del Movimento 17 ottobre
Sul fronte investigativo, la Polizia Postale e le Digos sono riuscite a risalire al presunto promotore delle proteste digitali e dei coordinamenti clandestini. Si tratterebbe di un 30enne di seconda generazione, attivista pro-Palestina, ex ricercatore e giornalista freelance, ritenuto il fulcro della pagina social “Movimento 17 ottobre”.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha espresso un forte plauso agli investigatori: “La forza della legge, la forza dello Stato prima o poi presenta il conto. La libertà di manifestare è un diritto prezioso garantito dalla nostra Costituzione, ma chi ne fa scempio scegliendo la strada dell’illegalità e della violenza se ne assume la responsabilità”.
Sulla stessa linea la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha ringraziato le forze dell’ordine per la gestione dell’ordine pubblico: “Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza. È in questa direzione che vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri: dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze”. Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha elogiato la “grandissima professionalità” dimostrata dai servitori dello Stato di fronte a insulti e attacchi fisici.
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