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San Cataldo punta sulla prevenzione: firmato protocollo d’intesa tra Comune e ACRIS APS per screening gratuiti e prevenzione cardio-metabolica direttamente nel territorio, con un focus prioritario sulle fasce più fragili della popolazione

Last updated: 20/06/2026 20:02
By Redazione 60 Views 5 Min Read
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Il problema della salute pubblica nell’entroterra siciliano non è solo una questione di carenza di presidi, ma di un’emergenza epidemiologica silenziosa. Ipertensione, obesità e diabete di tipo 2 non sono semplici patologie, ma i motori di un continuum cardio-reno-metabolico che, nel Nisseno, registra tassi di prevalenza superiori alla media nazionale. È in questo contesto critico che si inserisce la firma odierna tra il Comune di San Cataldo e ACRIS APS (Associazione Cuore, Reni e Ipertensione Sicilia), un accordo che non è un semplice atto formale, ma una strategia operativa per spostare l’asse della prevenzione dagli ospedali alla comunità.

Come sottolineato dal sindaco Gioacchino Comparato, il documento rappresenta <<un passo importante per rafforzare la collaborazione tra istituzioni e associazioni e per promuovere la prevenzione delle malattie cardiovascolari, tra le principali cause di morte in Italia>>. L’amministrazione intende infatti sostenere questo obiettivo attraverso una partnership con professionisti qualificati e iniziative volte a diffondere la cultura della prevenzione. A tal proposito, il sindaco ha espresso gratitudine all’Associazione ACRIS Aps e al suo presidente, Calogero Geraci, nonchè al Consiglio Direttivo per l’attenzione dedicata a questi temi, certo che nasceranno nuove occasioni di sensibilizzazione e confermando la piena disponibilità dell’amministrazione a collaborare in futuro.

Il protocollo prevede concretamente l’attivazione di un sistema di screening cardiometabolico territoriale completamente gratuito. Non si parla solo di misurazioni basilari: l’offerta include ECG, valutazioni antropometriche e bioimpedenziometriche, arrivando, ove necessario, all’ecocardiografia. La gratuità del servizio è il dato centrale per rimuovere la barriera economica e permettere una diagnosi precoce a chi solitamente non accede ai controlli.

In quest’ottica, Acris Aps punta su una missione articolata, focalizzandosi sui cosiddetti “soggetti fragili”: anziani soli, persone con disabilità e fasce a basso reddito. L’obiettivo non è soltanto offrire un esame medico, ma ricostruire l’alfabetizzazione sanitaria attraverso campagne nelle scuole e nelle parrocchie.

Un impegno che il presidente Calogero Geraci, ha definito come <<una “masterclass” di prevenzione per proteggere la comunità>>, ringraziando il sindaco, la vicesindaca, gli assessori, il presidente del Consiglio e tutta la Giunta per l’estrema sensibilità dimostrata verso questa missione.

Il punto cardine dell’iniziativa resta però l’accessibilità fisica. Per evitare che i servizi rimangano confinati in uffici distanti, il Comune di San Cataldo mette a disposizione la Sala Borsellino, trasformando uno spazio pubblico in un hub per la formazione e lo screening. È una scelta strategica per portare la medicina dove risiede la gente, evitando che la prevenzione rimanga un privilegio di chi ha i mezzi per cercarla. Un concetto ribadito dall’assessore alle Politiche Sociali, David Alù, secondo cui <<la salute non si cura solo negli ospedali>> ed è fondamentale agire tempestivamente con campagne di sensibilizzazione prima che la malattia si manifesti.

L’iniziativa segue così una progressione logica: lo screening identifica il rischio, l’educazione sanitaria insegna a gestirlo e la ricerca scientifica indipendente, condotta con le Università, trasforma i dati in protocolli di cura più efficaci. Sebbene il costo per l’amministrazione comunale sia nullo, l’investimento si misura in termini di salute pubblica e riduzione della mortalità prematura.

Non si tratta dunque di un semplice accordo tra ente locale e terzo settore, ma del tentativo di rispondere a una fragilità territoriale strutturale con uno strumento agile. La sfida ora è trasformare la firma in abitudine per i cittadini, poiché la salute non è ciò che accade in clinica, ma ciò che si costruisce quotidianamente nel territorio.

A chiudere l’incontro, la vice sindaca e assessora alla Cultura e Istruzione, Marianna Guttilla, che ha sottolineato l’importanza della prossimità: <<Il nostro obiettivo è rendere la città più vivibile attraverso servizi concreti. Mettere a disposizione spazi pubblici per queste attività significa portare la prevenzione direttamente dove risiede la gente, trasformando la salute in un momento di condivisione e cura accessibile, un diritto alla portata di tutti>>.

All’incontro erano anche presenti il presidente del consiglio comunale, Romeo Bonsignore, l’assessore allo Sviluppo Economico, Michele Giarratana. La vice presidente dell’Acris Aps, Sabina Mairo, il segretario Valentina Morello e Claudia Marchese Ragona, componente del Cardio Obesity Group (COG)

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