ROMA – Giornata di forti tensioni e mobilitazioni nel mondo dell’istruzione. In occasione dello sciopero nazionale della scuola proclamato dal sindacato SISA, migliaia di studenti sono scesi in piazza in diverse città italiane nell’ambito del “No Meloni Day”, la protesta promossa dai collettivi studenteschi come l’OSA (Opposizione Studentesca d’Alternativa).
Sotto accusa vi sono i tagli all’istruzione pubblica, le risorse destinate agli armamenti, l’edilizia scolastica fatiscente e il carovita. Non mancano inoltre contestazioni contro la gestione della presenza degli studenti stranieri nelle classi e le politiche educative del governo.
Roma: petardi e fumogeni contro il Ministero
A Roma il corteo, partito da piazza dell’Esquilino, è arrivato a viale Trastevere presidiato da un imponente dispositivo di sicurezza. Giunti davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), i manifestanti hanno lanciato petardi e fumogeni contro il reparto mobile della Polizia schierato a protezione dell’edificio. Tra i cori e gli striscioni intonati dalla folla spicca lo slogan: “Fondi alla scuola, non alle armi”.
Torino: bruciato un carro armato di cartone e immagini dei ministri
A Torino la manifestazione ha visto la partecipazione di migliaia di giovani, partiti da piazza XVIII Dicembre. Diversi i varchi della stazione Porta Susa e della metropolitana chiusi per motivi di sicurezza.
Nel corso del corteo sono state posizionate a terra e imbrattate di rosso le foto della Premier Giorgia Meloni, del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, del Ministro della Difesa Guido Crosetto e della segretaria del PD Elly Schlein. Sotto la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale gli studenti hanno anche dato fuoco a un mock-up di carro armato in cartone.
Controlli serrati da parte della Questura: oltre 20 giovani sono stati identificati dalla Polizia per aver sfilato a volto coperto, in violazione dell’ordinanza prefettizia emanata alla vigilanza dell’evento.
Veneto e Liguria: fughe dalle finestre e blocchi regionali
Non sono mancati episodi singolari e momenti di tensione anche nel resto del Paese:
- Treviso: Al Liceo Canova, alcuni studenti determinati a partecipare al corteo sono scesi dalle finestre ed hanno scavalcato i cancelli dell’istituto, denunciando che la dirigenza aveva chiuso le uscite per impedire la protesta.
- Venezia: I manifestanti hanno raggiunto e bloccato la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale.
- Verona: Cinque cassonetti sono stati dati alle fiamme nei pressi dell’istituto ‘Giorgi’ (episodio legato all’annullamento della ricreazione da parte della presidenza dopo recenti disordini), portando al fermo di dieci studenti. A Padova, inoltre, la Digos aveva già denunciato nei giorni scorsi 8 minorenni per istigazione a delinquere.
- Genova: Il corteo è sfilato nel centro cittadino dopo le occupazioni dei giorni scorsi negli istituti Gobetti, Calvino e Lanfranconi, denunciando i costi dei trasporti, del materiale scolastico e lo stato delle strutture.
Le motivazioni della protesta
Le manifestazioni degli studenti si intrecciano con lo sciopero del personale docente, dei dirigenti e del personale ATA. Le richieste congiunte del settore scuola puntano a:
- Salari più equi e stabilizzazione dei precari.
- Maggiori investimenti pubblici in edilizia scolastica e sicurezza degli edifici.
- Stop ai fondi per il riarmo a favore della sanità e dell’istruzione pubblica.
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