Tre serate di grande partecipazione, musica e spensieratezza in viale Regina Margherita per l’evento “Sicilia nel Cuore”, promosso dal Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta.
Un appuntamento che nelle tre serate ha richiamato migliaia di persone, oltre 20.000 le presenze, dimostrando la voglia della comunità di vivere la propria città, ma che al tempo stesso ha riacceso le mai sopite polemiche e le tifoserie da tastiera.
Il successo di questa tre giorni dimostra chiaramente che, quando si organizzano eventi di un certo rilievo e spessore, la gente risponde con entusiasmo; ben diversa è la risposta quando ci si limita a proporre seratine stile “ballo del qua qua”.
Guardando ai numeri e alla risposta del pubblico, la manifestazione ha indiscutibilmente fatto centro:
- Prima serata: L’esibizione di Fred De Palma ha registrato un vero e proprio bagno di folla, con circa 8.000 persone a riempire l’intero viale.
- Seconda serata: Nonostante la pioggia battente del pomeriggio, la festa firmata RTL 102.5 ha fatto cantare e ballare quasi 7.000 presenze, confermando il desiderio di aggregazione della città.
- Terza serata: Chiusura in grande stile e prevedibile successo di pubblico, olre 8.000, per il cantante neomelodico nisseno Francesco D’Aleo, idolo di casa che ha raccolto l’abbraccio caloroso della sua gente.
Accanto al successo di pubblico, tuttavia, non sono mancati i disservizi concreti. La nota stonata della prima serata è stato il blackout che ha colpito l’Area Food fino alle 21:10. Un guasto fortunatamente risolto nell’arco della serata, ma che ha causato disagi innegabili: da un lato gli esercenti e i commercianti rimasti bloccati nell’impossibilità di lavorare, dall’altro i cittadini e le famiglie che, confidando nel servizio, sono rimasti a lungo senza potersi sfamare o bere qualcosa.
Menzionare questo disservizio non significa fare del disfattismo, ma fotografare la realtà con onestà intellettuale. Amare la propria città significa augurarsi la riuscita degli eventi, chiedendo però un’organizzazione che tuteli chi investe nel lavoro e chi sceglie di partecipare.
Ciò che è accaduto all’indomani del debutto è la rappresentazione del solito copione nisseno: un’opinione pubblica spaccata in due fazioni e prive di equilibrio. Da un lato chi evidenzia i problemi reali, dall’altro chi bolla immediatamente ogni appunto con arroganza, e in certi casi in maniera poco rispettosa, etichettando i cittadini come “frustrati” o colpevoli del solito “lamento continuo”.
Una difesa ad oltranza che sfocia nella pura ipocrisia. Molti dei “difensori da tastiera” di oggi, quando al governo cittadino c’erano altre amministrazioni, scatenavano una violenza verbale inaudita persino per un microfono fischiante o una singola lampadina spenta. Oggi, di fronte a un disservizio ben più evidente, applicano una morale a doppio binario: chi descrive i fatti viene additato come lamentoso, mentre chi nega l’evidenza pur di non scontentare il potente o l’amico di turno viene elevato a paladino della città.
In realtà, negare l’errore o nascondere la testa sotto la sabbia davanti a problemi inconfutabili non è amore per Caltanissetta, ma puro “servilismo” o “tornaconto personale”. Parlare di semplice parzialità è riduttivo e, volendo rispondere alle offese con le offese, si potrebbe dire che trattasi di un atteggiamento da veri e propri “ruffiani”, ma noi non lo diciamo.
A completare la narrazione di queste giornate ci si mettono poi le classiche inquadrature ad arte, le interviste pilotate e i video creati ad hoc sui social, dove il problema dell’Area Food è magicamente sparito e tutto è apparso impeccabile. La realtà, però, non si cancella con un montaggio video.
Esattamente come accade nei rapporti d’amicizia veri, dove dire la verità, anche quando brucia, è l’unico modo per volere il bene dell’altro, anche per la nostra comunità far finta che vada sempre tutto bene non è affetto, ma complicità.
Gli eventi ben riusciti vanno sicuramente applauditi, ma la trasparenza , il dire le cose per come stanno e il rispetto per il lavoro altrui devono rimanere il punto di partenza per far crescere davvero questa città.Ad Maiora
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