È calato un silenzio inaspettato nei bar e sui social, un’assenza sonora che, fino a poco tempo fa, sembrava impossibile
Per mesi, se non anni, le nostre giornate erano accompagnate da una continua e vivace “fanfara” di elogi e celebrazioni.
Non passava giorno, né click o una semplice passeggiata pubblica, senza che si sentisse all’opera la nutrita schiera dei “Trombettieri dell’Amministrazione”.
Questi veri e propri “artisti” si esibivano con una costanza ammirevole, facendo risaltare ogni delibera, ogni progetto, anche le azioni più ordinarie o meno incisive, amplificandole e glorificandole con un suono squillante che non ammetteva repliche o critiche.
Per suonare la tromba con tale vigore e frequenza, serve una capacità polmonare straordinaria e una resistenza eccezionale.
Ma, da qualche mese a questa parte, l’orchestra si è inspiegabilmente ammutolita, al fragore delle lodi si è sostituito da un sussurro appena udibile.
In tanti si chiedono quale sia la causa di questo improvviso blackout musicale.
La spiegazione più accreditata è l’arrivo del primo freddo e di un’influenza stagionale, una bronchite improvvisa o, più semplicemente, un fastidioso raffreddore che sembra aver colpito in massa la “corporazione”.
Il “fiato”, l’elemento essenziale della loro arte, è venuto a mancare. Una crisi respiratoria comprensibile e stranamente contagiosa.
Tuttavia, tra i cittadini più attenti, si insinua un sospetto diverso, cioè che le troppe défaillance, quelle promesse mancate, quei progetti annunciati con squilli roboanti e poi lasciati incompleti o tristemente abbandonati a metà percorso, abbiano finito per fiaccare non solo i polmoni, ma anche lo spirito dei più tenaci.
La cosa incredibile è che la fonte di ispirazione, tra annunci e iniziative, non sembra mancare. Lungi dall’arrendersi al silenzio, gli assessori continuano, giorno dopo giorno, a comunicare con entusiasmo nuove attività, bandi, visioni futuristiche e alcune anche divertimenti.
Pensiamo ad esempio all’ultima attrazione per il Natale, la pista di pattinaggio, costata solo 17.000,00€ e, come per la ruota panoramica dello scorso anno, bisogna sborsare un po’ di soldini per pattinare, o i 1.000,00€ per la benzina ai Babbi Natale in moto… e così via.
Insomma, il materiale da celebrare non manca affatto, ma i “Trombettieri” non ci sono più, hanno perso il fiato proprio quando ne avevamo più bisogno.
È un segnale di cambiamento, una consapevolezza che il suono da solo non basta più? Oppure, semplicemente, stanno aspettando che l’aria si scaldi per tornare a suonare, magari dopo che qualche opera sarà stata, almeno in parte, completata?
Voci non confermate dicono invece che si stanno allenando per sfilare in stile Bersaglieri in via Rochester, in vista della tanto agognata riapertura della Piscina.
Per ora, ci resta constatare solo questo silenzio assordante, che, per la prima volta, ci permette di distinguere chiaramente la sottile linea tra narrazione e realtà.
E forse, in questa situazione inaspettata, rimane una sottile, ma audace, speranza, che il fiato non sia mancato solo per motivi meteorologici o per la stanchezza derivante da troppe esecuzioni a vuoto ma, e qui l’ottimismo è d’obbligo, i musicisti hanno finalmente capito che l’eccessiva foga e gli errori evidenti non possono più essere coperti da una semplice “armonia di lodi”.
Resta, quindi, la sottile ma tenace convinzione che la loro lunga assenza sia un segnale di auto-riflessione, forse hanno riconosciuto i tanti errori commessi e hanno deciso, per un inaspettato risveglio di dignità o semplicemente per esaurimento delle idee, di mettere da parte le trombe, in attesa che siano i fatti concreti, e non solo le parole amplificate, a dare vita alla prossima, autentica celebrazione. Ad Maiora
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