Il Consiglio dei Ministri approva il nuovo pacchetto di misure sulla sicurezza e sulla criminalità minorile, firmato e difeso dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il provvedimento, nato anche sulla scia delle polemiche e degli scontri avvenuti durante le recenti manifestazioni, introduce nuove norme penali e responsabilità contabili, ma vede ridimensionate alcune delle proposte più radicali in seguito alle perplessità sollevate dal Quirinale e alle interlocuzioni istituzionali.
Il freno del Colle sui militari e lo stralcio sul fermo dei minori
Tra i punti fermi emersi dal confronto c’è l’esclusione della norma che avrebbe attribuito poteri di polizia giudiziaria al personale militare impiegato per il mantenimento dell’ordine pubblico. Le osservazioni e le riserve espresse dalla Presidenza della Repubblica hanno spinto l’esecutivo a ritirare la disposizione prima del via libera definitivo.
Analogamente, è stata cancellata dal testo la proposta che prevedeva l’estensione del fermo preventivo fino a 24 ore per i minorenni.
Reato di “partecipazione violenta” e stangata sulle sanzioni
A rivendicare i contenuti chiave della riforma è stata la premier Giorgia Meloni attraverso un messaggio video pubblicato sui propri canali social.
Tra le principali novità spicca l’introduzione della fattispecie di partecipazione violenta a una manifestazione:
- Pene e sanzioni: Chi all’interno di un gruppo (di cinque o più persone) compie atti violenti o lancia oggetti pericolosi durante un corteo rischia fino a 5 anni di carcere e sanzioni pecuniarie fino a 20.000 euro.
- Aggravanti: Sono previsti aumenti di pena per chi agisce a volto coperto, provoca ferimenti o partecipa a devastazioni di gruppo.
“Chi rompe paga”: responsabilità diretta sui genitori
L’altro pilastro della riforma riguarda il risarcimento dei danni arrecati ai beni pubblici e privati. La linea dell’esecutivo stabilisce la responsabilità finanziaria dei genitori in caso di atti vandalici compiuti dai figli minori:
- Danni al patrimonio pubblico: Per i danneggiamenti a strutture e arredi urbani, il prefetto invierà un’ingiunzione di pagamento direttamente al domicilio della famiglia del responsabile.
- Danni ai privati: I cittadini e le attività commerciali danneggiate potranno ricorrere al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, rivalendosi sul patrimonio dei genitori.
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