Forza Italia si prepara a ridefinire i propri equilibri all’interno della coalizione di centrodestra, puntando
con decisione sul rilancio delle sue storiche battaglie identitarie. L’obiettivo strategico del segretario
nazionale Antonio Tajani è chiaro: consolidare il posizionamento del partito come perno moderato e
liberale, rispondendo alle spinte più radicali della coalizione. Per farlo, la nuova gestione legata alla
famiglia Berlusconi sceglie di rimettere al centro dell’agenda politica i due pilastri fondativi dei primi anni
Duemila: la drastica riduzione della pressione fiscale immobiliare e una radicale riforma dell’ordinamento
giudiziario.
“Fisco e giustizia: i due capisaldi storici del berlusconismo tornano al centro dell’agenda azzurra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.”
Il fronte economico si concentra sulla tassazione della casa, da sempre tema cruciale e ossessione positiva di Silvio Berlusconi, dalle promesse sull’abolizione dell’ICI nel 2006 fino alla cancellazione dell’IMU sulla prima casa nel 2013.
Oggi il partito guidato da Tajani intende compiere un passo ulteriore. Il responsabile della comunicazione, Raffaele Nevi, ha avviato un apposito tavolo di confronto incentrato sull’imposizione fiscale immobiliare e sui locali commerciali.
L’orientamento emerso è quello di studiare una riduzione progressiva, se non un azzeramento totale, dell’IMU a partire dalle seconde abitazioni. Sebbene si tratti di una misura dal costo finanziario estremamente elevato, i vertici azzurri intendono farne la bandiera di un lungo tour itinerante che partirà ufficialmente in autunno con un grande evento programmatico a Milano.
L’altro pilastro programmatico riguarda la giustizia, un tema tornato di stretta attualità dopo i ripetuti interventi di Marina Berlusconi a favore di una riforma profonda.
La priorità assoluta di Forza Italia si concentra sulla responsabilità civile dei magistrati, oltre che sulla revisione della prescrizione e sulla limitazione dei sequestri preventivi degli smartphone.
Di fronte alle prudenze del Guardasigilli Carlo Nordio, che durante l’ultimo question time al Senato non ha fornito
tempistiche certe provocando l’irritazione del senatore Pierantonio Zanettin, il partito ha deciso di procedere in autonomia.
Il capogruppo Enrico Costa sta infatti ultimando una proposta di legge ad hoc che verrà presentata alla Camera nelle prossime settimane, cercando di evitare strappi immediati con gli alleati, ma delineando con precisione i confini identitari degli azzurri.
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