Il fronte mediorientale continua a essere attraversato da profonde tensioni interne e svolte geopolitiche di rilievo, tra retroscena del passato e dichiarazioni di impatto sui mercati globali.
Il retroscena su Israele: Netanyahu avvertito prima del 7 ottobre
Sul fronte interno israeliano emerge una pesante ricostruzione giornalistica destinata a sollevare accese polemiche sul premier Benjamin Netanyahu. Secondo quanto rivelato da un libro-inchiesta firmato dai giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval e rilanciato dal quotidiano Haaretz, Netanyahu avrebbe ricevuto un avvertimento personale circa dieci giorni prima dell’attacco devastante condotto da Hamas il 7 ottobre 2023.
A lanciare l’allarme sarebbe stato direttamente il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, durante una telefonata riservata della durata di circa 45 minuti. Nel corso della conversazione, il leader emiratino avrebbe messo in guardia il premier israeliano su un imminente piano su vasta scala orchestrato da Yahya Sinwar (allora capo di Hamas a Gaza), volto a causare ingenti vittime e a destabilizzare la regione. Netanyahu avrebbe tuttavia rassicurato l’interlocutore, sostenendo che la situazione fosse sotto controllo.
La ricostruzione — basata su interviste a fonti diplomatiche e della sicurezza, e confermata via social anche dall’ex premier israeliano Naftali Bennett — è stata seccamente smentita dallo stesso Netanyahu, che l’ha definita “una menzogna assoluta”.
La linea Usa e il mercato dell’energia: le dichiarazioni di Trump
Parallelamente, sul piano delle dinamiche internazionali e della sicurezza energetica, giungono le perentorie dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump in merito alla crisi con l’Iran e alla stabilità dei mercati petroliferi.
Analizzando l’impatto economico delle tensioni nella regione, Trump ha affrontato il tema del prezzo del greggio, assicurando che le quotazioni del petrolio subiranno un deciso calo una volta risolto il conflitto. Ribadendo la linea dura della propria amministrazione verso la Repubblica Islamica, il leader della Casa Bianca ha scandito con fermezza la posizione strategica degli Stati Uniti: Teheran non dovrà e non potrà mai arrivare a sviluppare un’arma nucleare.
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