E’ un copione già visto. Un anno fa era toccato a Maduro: l’incriminazione per narcotraffico era diventata la copertura giuridica per il raid a Caracas
Trump dirotta su Cuba. Raúl Castro ha 94 anni, non governa dal 2018 e vive a L’Avana. Ed è stato incriminato negli Stati Uniti. Le accuse si baserebbero su un episodio del 1996: aerei cubani abbatterono due velivoli gestiti da un gruppo di esuli. Un fatto di quasi trent’anni fa.
E’ un copione già visto. L’anno prima era toccato a Nicolás Maduro, incriminato per narcotraffico. Quell’atto d’accusa era diventato la copertura giuridica per il raid del 3 gennaio a Caracas: l’esercito americano era entrato in Venezuela, aveva prelevato il presidente e lo aveva portato a New York.
Trump a marzo aveva detto che Cuba sarebbe stata “la prossima”. Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha risposto lunedì che qualsiasi azione militare americana porterebbe a un “bagno di sangue”. Nel mezzo, il segretario di Stato Marco Rubio – peraltro figlio di immigrati cubani – ha registrato un videomessaggio in spagnolo rivolto direttamente al popolo dell’isola: cento milioni di dollari in aiuti, una nuova relazione possibile, il cibo distribuito dalla Chiesa cattolica. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez lo ha definito il portavoce di “interessi corrotti e vendicativi”, ma non ha escluso di accettare gli aiuti. Pragmatismo della necessità: il blocco energetico americano ha già ridotto Cuba alla peggiore crisi degli ultimi decenni, con interruzioni di corrente quotidiane e carenze di generi alimentari.
Raúl Castro rimane, nonostante il ritiro formale, una figura tutt’altro che marginale nella politica cubana. Ha 94 anni e un’incriminazione americana non cambierà la sua routine. Quello che cambia è il segnale che Washington manda a L’Avana: siete i prossimi.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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