Il Presidente Usa: “L’accordo è fatto, ma non firmano. Li abbiamo fregati facendo passare 22 navi piene di petrolio nello Stretto, di notte”
Non si è fatta attendere la controrisposta dell’Iran agli attacchi Usa nella regione, la necessaria risposta invocata da Donald Trump dopo l’”abbattimento” di un elicottero americano Apache che stava “pattugliando” lo Stretto di Hormuz. Teheran ha lanciato una serie di raid su obiettivi americani nel Golfo. Giordania e Kuwait hanno dichiarato di aver intercettato gli attacchi con missili e droni.
Il futuro dei colloqui di pace in Medio Oriente è a questo punto in discussione. Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato di dover “rivalutare” la propria partecipazione, mentre Trump ha affermato che l’Iran dovrà “pagare il prezzo” dello scambio di fuoco avvenuto nella notte.
Poi dalla Casa Bianca ha ripreso il filo del discorso: l’Iran – ha detto – “ci prende per scemi. Gli ho dato più tempo per un accordo ma loro continuano a perdere tempo”. L’accordo secondo Trump “è del tutto negoziato, devono solo firmarlo. L’Iran non può avere un’arma nucleare e non la avranno, e lo hanno accettato”
Ciò nonostante, Trump ha annunciato che continueranno a “colpire l’Iran con durezza”. Per poi subito dopo dire: “Voglio soprattutto la pace nel mondo. C’è bisogno di pace nel mondo. Il Medio Oriente deve portare la pace in tutto il mondo”.
Ma non è tutto. Trump ha anche affermato che gli Stati Uniti hanno fatto transitare “milioni di barili di petrolio” all’insaputa dell’Iran, attraverso lo Stretto di Hormuz, con “22 navi, a tarda notte e senza luci”. Non ha specificato quando. Trump ha detto di aver annunciato l’azione perché l’Iran “l’aveva appena capito”. Ha aggiunto: “Volevo dirlo a tutti i costi, ma non volevo rovinare tutto”.
MISSILI IN GIORDANIA E KUWAIT. SUONANO LE SIRENE ANCHE IN BAHREIN
“Abbiamo intercettato e abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran verso Azraq“, ha dichiarato il Comando Generale delle Forze Armate giordane in un comunicato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale giordana. “L’intercettazione ha provocato la caduta di schegge, ma non si sono registrati feriti né danni materiali”, ha aggiunto. Messaggio simile da parte del Kuwait: “I sistemi di difesa aerea del Kuwait stanno attualmente intercettando bersagli aerei ostili in conformità con le procedure operative approvate”, si legge nella dichiarazione. L’esercito ha raccomandato ai residenti di “attenersi alle istruzioni e alle linee guida in materia di sicurezza emanate dalle autorità competenti e di reperire informazioni solo da fonti ufficiali e approvate”.
Sirene suonate anche in Bahrein nelle prime ore di questa mattina: “Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino”, ha scritto su X il ministero dell’Interno.
IRAN, ARAGHCHI: “GLI STATI UNITI HANNO SCELTO DI METTERE ALLA PROVA LA NOSTRA DETERMINAZIONE”
“Nonostante le sue sconfitte sul campo di battaglia, gli Stati Uniti hanno scelto di mettere alla prova la nostra determinazione”, ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi. “Le nostre potenti Forze Armate non lasceranno senza risposta alcun attacco o minaccia. Lasciate la nostra regione se volete essere al sicuro. La storia del Golfo Persico ha molti capitoli sulle tristi sorti degli intrusi stranieri”, ha sottolineato nel suo messaggio.
In un altro post, Araghchi aveva scritto: “Le forze straniere in prossimità del nostro territorio sono a rischio costante a causa dei loro errori umani, semplici incidenti o della possibilità di essere coinvolte in un fuoco incrociato. Per ridurre il rischio, la soluzione migliore è che se ne vadano. Preferiamo il linguaggio della diplomazia, ma parliamo anche altre lingue“.
IL CENTCOM: “UNA RISPOSTA PROPORZIONATA AI RECENTI ATTACCHI CONTRO LE FORZE STATUNITENSI”
Ricostruendo la giornata, su X, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha spiegato di aver “completato attacchi di autodifesa contro l’Iran, su ordine del Comandante in Capo, in risposta all’abbattimento, avvenuto il giorno precedente, di un elicottero Apache dell’Esercito statunitense”.
“Le forze del CENTCOM hanno colpito sistemi di difesa aerea, stazioni di controllo a terra e siti radar di sorveglianza iraniani vicino allo Stretto di Hormuz, utilizzando munizioni di precisione lanciate da caccia dell’Aeronautica e della Marina statunitensi. L’operazione è stata una risposta proporzionata ai recenti attacchi contro le forze statunitensi e le navi mercantili internazionali che transitavano nelle acque regionali”, ha aggiunto il Centcom, per poi concludere che “Le forze statunitensi rimangono vigili e pronte a difendersi da un’ingiustificata aggressione iraniana”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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