Il Segretario di Stato degli Stati Uniti in visita alla Farnesina e a Palazzo Chigi: “Tutti dicono che l’Iran è una minaccia e che non può avere un’arma nucleare. Bene. Ma bisogna fare qualcosa al riguardo. Trump ci sta provando”
“Un incontro molto costruttivo tra nazioni alleate, nel quale abbiamo trattato tanto il tema dei rapporti bilaterali quanto le grandi questioni degli scenari internazionali”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il colloquio avuto a Palazzo Chigi con il segretario di Stato americano Marco Rubio.
La premier ne ha parlato a margine del convegno “L’Agricoltura Il Futuro”, in corso alla Triennale di Milano. Sul tavolo, ha spiegato Meloni, la crisi in Medio Oriente, la sicurezza e la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, oltre ad alcuni dossier “particolarmente importanti per l’Italia”, come Libia e Libano. Durante il confronto si è parlato anche di Ucraina, Cina e della prossima visita del presidente americano.
“Sicuramente proficuo, sicuramente costruttivo, sicuramente franco tra due nazioni”, ha aggiunto la presidente del Consiglio, sottolineando come Italia e Stati Uniti comprendano “quanto sia importante il rapporto transatlantico”, ma anche “quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali. L’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fanno gli Stati Uniti– ha aggiunto Meloni- ed è bene che su questo ci si trovi d’accordo con gli Stati Uniti”.
“L’Italia sta lavorando incessantemente per favorire una de-escalation” in Iran e “per contenere le conseguenze economiche per famiglie e imprese”, ha concluso la premier.
RUBIO INCONTRA TAJANI E MELONI: “Ci ASPETTIAMO UNA RISPOSTA DALL’IRAN ENTRO OGGI”
“Tutti dicono che l’Iran è una minaccia. Tutti dicono che l’Iran non può avere un’arma nucleare. Va bene. Ma bisogna fare qualcosa al riguardo. Il presidente Trump sta cercando di fare qualcosa al riguardo. Non capisco perché qualcuno non dovrebbe appoggiarlo”, ha detto il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, questa mattina al termine degli incontri alla Farnesina e a Palazzo Chigi con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e con la premier Giorgia Meloni.
“Ecco un problema fondamentale – detto Rubio – L’Iran ora afferma di avere il diritto di controllare una via navigabile internazionale. Afferma di avere il diritto di controllarla. Cosa farà il mondo al riguardo? Accetterà il fatto che l’Iran controlli una via navigabile internazionale? Perché se il mondo è disposto ad accettarlo, allora si prepari, perché ci sono almeno altri dieci paesi che inizieranno a fare la stessa cosa nelle vie navigabili internazionali vicino ai loro confini. È inaccettabile che stiano cercando di normalizzare questa situazione”.
Rubio, parlando con la stampa, ha affermato che la ragione per cui il Libano “affronta la violenza” di Israele è da attribuire al gruppo militante libanese Hezbollah, sostenuto dall’Iran. Che gli Stati Uniti vogliono rafforzare e “attrezzare” il governo libanese per affrontare la “minaccia” di Hezbollah. E ha poi aggiunto che l’Italia è tra i paesi che possono svolgere un ruolo importante nell’aiutare a interrompere i finanziamenti che sostengono Hezbollah.
Per Rubio infatti Hezbollah è ancora in grado di “infliggere danni”. “Non negozieremo con l’Iran su Hezbollah. Credo che il nostro ruolo sia di parlare con il governo libanese”, ha aggiunto. “Il Libano dovrebbe essere governato dal governo libanese. Non dovrebbe avere un gruppo terroristico che opera sul suo territorio nazionale e che rappresenta una minaccia sia per la sua popolazione – inclusa quella sciita – sia per il governo, per Israele e per gli altri paesi vicini”.
Rubio ha poi dato un termine indicativo entro il quale si attendono una risposta risposta dall’Iran alla loro proposta di pace: oggi. “Vedremo quale sarà la risposta. La speranza è che sia qualcosa che ci possa portare ad avviare un serio processo di negoziazione”, ha detto Rubio.
“La linea rossa è chiara: se minacciano gli americani, verranno fatti saltare in aria. Cosa si può dire di più chiaro? Non permetteremo che le nostre navi vengano affondate dagli iraniani con i loro droni. Non hanno più una Marina, ma tirano fuori queste piccole barche da pesca Boston Whaler e cercano di attaccarci in massa. Faremo saltare in aria quelle barche se si avvicinano alle nostre. Non so se questa sia una linea rossa, ma spero che ormai lo sappiano”.
Con Meloni, ha spiegato, “non abbiamo discusso argomenti specifici”. Il ritiro delle truppe americane dall’Europa? “È una decisione che deve prendere il presidente, ma io ho sempre detto pubblicamente di essere un forte sostenitore della Nato. Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato è la possibilità di disporre di forze schierate in Europa che possiamo impiegare in altre situazioni di emergenza. Ora però non è più così, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Si tratta di un problema che va approfondito”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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