Il 19 giugno è una che segna un passo decisivo verso la nostra identità nazionale: la scelta definitiva della bandiera italiana da parte dell’Assemblea Costituente, nel 1946.
Il verde, il bianco e il rosso diventano ufficialmente i colori della neonata Repubblica.
Ma come ci siamo arrivati? Dal 1796 alle guerre d’indipendenza, passando per Napoleone e i Savoia
Nel 1797 il Tricolore diventa bandiera della Repubblica cispadana, ispirandosi a quella francese.
La bandiera italiana nasce come bandiera militare: fu proposta nel 1796 per distinguere il contingente italiano all’interno dell’esercito di Napoleone, nelle repubbliche Cispadana e Cisalpina.
Il 7 gennaio del 1797 il Tricolore fu adottato, a Reggio Emilia, come bandiera della Repubblica cispadana: il blu della bandiera francese era sostituito dal verde, colore delle uniformi della Guardia civica milanese, quindi simbolo dei volontari che combattevano per l’Italia (e forse anche del verde paesaggio nostrano).
Con la sconfitta di Napoleone, nel 1814, il Tricolore fu abolito.
Tuttavia, restò nella memoria degli italiani e più volte fu innalzato contro gli austriaci.
Nel 1848 fu adottato nel regno di Sardegna dai Savoia, che vi inserirono il loro scudo (una croce bianca in campo rosso): con l’unità d’Italia (1861) diventò la bandiera del Regno d’Italia.
In seguito alla proclamazione della Repubblica (1946), lo scudo dei Savoia fu eliminato.

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