Migliaia di dipendenti pubblici, studenti e lavoratori sono scesi in piazza contro la manovra finanziaria del governo, che prevede tagli draconiani ai servizi essenziali per circa 54 miliardi di euro.
La Francia torna a bruciare di protesta. In diverse città del Paese, da Parigi a Lione, migliaia di manifesanti si sono mobilitati per opporsi alla nuova legge finanziaria presentata dall’esecutivo. Il piano di bilancio prevede tagli alla spesa pubblica e sociale che ammontano a oltre 50 miliardi di euro, scatenando una dura reazione da parte dei principali sindacati e delle categorie professionali.
Servizi pubblici al collasso e blocco degli stipendi
Tra le misure più contestate vi sono il congelamento degli stipendi per i dipendenti del settore pubblico e riduzioni drastiche delle risorse destinate ai servizi territoriali. A guidare le proteste non sono stati solo i settori tradizionali dell’istruzione e della sanità, ma anche categorie fortemente colpite dalle recenti emergenze climatiche ed estive, come i vigili del fuoco, che chiedono interventi urgenti per contrastare le carenze d’organico e l’inadeguatezza dei mezzi.
La spaccatura sulle priorità di spesa
Le piazze denunciano quella che viene definita una “politica di rigore a senso unico”: mentre si stringe la cinghia sui diritti sociali, sul welfare e sulla scuola, il bilancio statale continua a destinar fondi rilevanti alla spesa militare e al riarmo. La tensione politica resta altissima e i sindacati promettono di proseguire la mobilitazione nelle prossime settimane, durante l’iter di approvazione della manovra in Parlamento.
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