Dalla giustizia all’ordine pubblico: il Procuratore di Napoli smonta la strategia dei decreti d’urgenza e analizza il clima nelle piazze. «Serve una visione organica, non l’ansia da prestazione legislativa».
L’ipertrofia normativa e la “bulimia” della sicurezza
Negli ultimi mesi il dibattito sulle politiche della giustizia e sulla gestione dell’ordine pubblico è tornato al centro dello scontro politico. Tra le voci più critiche si leva ancora una volta quella del Procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, che mette nel mirino quella che definisce una vera e propria «bulimia dei decreti-legge».
Secondo il magistrato, il ricorso continuo alla decretazione d’urgenza su temi complessi come la giustizia e la sicurezza risponde più a un’«ansia da prestazione» comunicativa da parte dell’esecutivo che a una reale esigenza sistemica.
«Ogni volta che si tocca una norma penale per rincorrere l’emotività dell’opinione pubblica, si rischia solo di smontare ed incrinare pezzi di apparati giudiziari che già faticano a funzionare», ha ribadito Gratteri.
Ritoccare verso l’alto i massimi edittali delle pene o introdurre reati simbolo ad hoc non risolve i problemi strutturali della giustizia penale. Al contrario, il rischio è quello di sovraccaricare le procure e i tribunali — già piegati dalla carenza di organico e da una distribuzione inefficiente delle risorse — senza produrre un effettivo effetto deterrente.
Manifestazioni di piazza e proteste: la posizione sulle responsabilità
Un altro tema caldo riguarda il clima di tensione sociale e le proteste di piazza che hanno interessato grandi città come Milano. Di fronte alle posizioni di chi tende a bollare indistintamente i movimenti di protesta o ad adombrare infiltrazioni delle criminalità organizzate dietro ogni disordine urbano, il procuratore ha mantenuto una linea di netta distinzione.
- Nessun automatismo mafioso: Gratteri ha chiarito che non è corretto etichettare le manifestazioni studentesche o le proteste sociali come “regia delle mafie”.
- Distinzione dei ruoli: È indispensabile scindere la legittima espressione del dissenso politico e sociale dai singoli episodi di violenza o dai comportamenti di frange di infiltrati, i quali vanno perseguiti con la legge ordinaria senza però criminalizzare l’intera piazza.
- Prevenzione vs Repressione: La risposta alle tensioni sociali non può essere affidata unicamente a nuovi decreti penali, ma richiede interventi di lungo periodo nel tessuto sociale ed educativo.
Le riforme necessarie: organico, risorse e geografia giudiziaria
Invece di moltiplicare le norme incriminatrici, Gratteri individua le vere priorità per far funzionare la macchina della giustizia in tre direzioni strategiche:
- Revisione della geografia giudiziaria: Accorpare i tribunali troppo piccoli dove spesso non si riesce a formare un collegio o a reperire un numero sufficiente di GIP per autorizzare gli arresti.
- Rientro dei magistrati fuori ruolo: Richiamare nei palazzi di giustizia i centinaia di magistrati impiegati in ruoli burocratici o amministrativi presso i ministeri per rimetterli a redigere sentenze.
- Potenziamento tecnologico e intercettazioni: Garantire strumenti d’indagine moderni ed efficaci, preservando gli strumenti d’intercettazione fondamentali per contrastare le mafie ed i reati complessi.
Un richiamo al pragmatismo
Il messaggio che emerge dalle posizioni del procuratore è chiaro: la giustizia e la sicurezza dei cittadini non si costruiscono a colpi di slogan o con una continua produzione di decreti d’urgenza. Senza interventi strutturali sugli organici e sulle procedure, la moltiplicazione delle leggi corre il solo rischio di bloccare ulteriormente i processi e allontanare la risposta di giustizia che i cittadini attendono.
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.