La Tessera annonaria, era un documento personale che definiva la quantità di merci e di generi alimentari razionati acquistabili in un determinato lasso di tempo.
Ieri a Poggio Fiorito abbiamo assistito a scene che hanno riportato alla mente quelle viste solo nei film del dopo guerra. Persone che aspettavano di buon mattino con l’ansia addosso l’arrivo delle autobotti, che ascoltavano anche il minimo rumore, sperando fosse quello giusto e c’era pure chi faceva da vedetta.
Poi il tam tam “qua sono” e via la corsa per cercare di capire se nell’elenco ci fosse il proprio nominativo e poi, se si era tra coloro che erano rimasti più a lungo a secco di altri, si aveva il diritto di ricevere la “razione” di 2.000 litri d’acqua, si di quel bene primario che da circa due mesi moltissime famiglie non vedono scorrere dai propri rubinetti, se non quella profumatamente acquistata a proprie spese.
2.000 litri d’acqua ad utenza, non di più, così è stato stabilito, non un litro in più e con una mezza promessa che tra 10/15 giorni, forse, ridaranno la “razione”.
Chi ha stabilito ciò dovrebbe comprendere che questo quantitativo, circa 150 o 200 litri al giorno, nelle migliore delle ipotesi e per nucleo familiare, non risolve di certo il problema, consente semmai a qualcuno di farsi la barba o mettere qualche lavatrice.
Noi cittadini dimenticati, non ci accontentiamo, riteniamo essere assurdo nel 2024 ricevere l’acqua con le autobotti, non essendo un problema di mancanza di acqua, ma legato ad un problema tecnico.
Noi rimaniamo sempre in attesa che l’emendamento Petitto, installazione di pompe di sollevamento in Viale Stefano Candura, all’ingresso della stessa, e in Via dei Gelsi, incrocio Via Paradiso, emendamento che è stato approvato all’unanimità nel consiglio comunale del 01/08/2024 e trasmesso immediatamente a Caltaqua, venga fatto rispettare e messo in pratica, in quanto ciò consentirebbe di ricevere un’erogazione uguale a tutti gli altri nisseni e il non doversi stressare, assentarsi dal lavoro o restare a casa, sperando nell’arrivo, chissà quando, delle autobotti.
Ne va principalmente oltre della serenità dei cittadini interessati, ma soprattutto della credibilità ed autorevolezza di questa amministrazione, che se rimanesse inascoltata, non farebbe certamente una bella figura, lasciando ad un privato il disattendere quanto deciso dal civico consesso.
Ma se così dovesse essere, sarebbe l’ulteriore tassello da aggiungere a tutti gli altri, e dovrebbe essere lo spunto per costituire una commissione che valuti realmente la rescissione del misterioso contratto.
Sono anni ed anni che sopportiamo, sono anni ed anni che non siamo rispettati e tutelati, anche per quanto riguarda le tariffe, tra le più care in assoluto.
Vorremmo non perdere la fiducia nei confronti dei nostri rappresentanti politici locali, regionale e nazionali, vogliamo sperare che finalmente si abbia il coraggio di dire basta a questi comportamenti, l’acqua, è inutile ricordarlo, è un bene primario ed in quanto tale negarlo è da considerarsi un reato. Ad Maiora
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