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LA TRISTE ESPLORAZIONE DELLA DIGA ABBANDONATA – LA DIGA DI BLUFI – parte 2

Last updated: 31/08/2024 9:15
By Redazione 295 Views 4 Min Read
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“Ciao a tutti ragazzi. Come detto nel precedente video oggi concludiamo l’esplorazione della diga di Blufi. Ah! quasi dimenticavo, se vedete all’inizio del video una festa, è perché mi piaceva farvi vedere il contrasto tra il mio lavoro e le mie spedizioni. Ho iniziato la spedizione passando qualche minuto a rilassarmi sotto il sole, in un comodissimo lettino di cemento posto nel grande canale della diga. Canale che serviva a ricongiungere l’acqua della diga al fiume.

All’interno di questo canale vi sono presenti dei grandi rettangoli di cemento, alcuni ricordano una forma simile a un dente, altri invece sembrano dei grandi rettangoli poggiati a terra. Entrambi i blocchi hanno l’unico scopo di frenare la grande violenza dell’acqua nell’eventualità che le paratie della diga si fossero aperte.

Dopodiché mi sono attardato a esplorare una specie di collegamento, tra la superficie e il sottosuolo, dal quale fuoriusciva dell’acqua. Un luogo che non so davvero a cosa potesse servire.

E arrivati a questo punto ho incominciato la grande scalata, che mi porterà alla cima della diga, con la differenza che questa volta stiamo passando dal tetto dei grandi scarichi e non al di sotto, come nel precedente video. Lo confesso, è stato abbastanza stancante ma ne è valsa la pena. Una volta arrivati sù ci si affaccia in un enorme strapiombo, molto spettacolare ma anche molto pericoloso, in quanto non ci sono delle protezioni ma in alcuni punti c’è direttamente il vuoto. Osservando da sopra l’enorme vasca di raccolta dell’acqua ci si rende conto della mole dell’impianto.

Ma continuando l’esplorazione, di quello che doveva essere uno dei livelli più alti della struttura, che molto probabilmente sarebbe stato asfaltato, ci imbattiamo nel foro del grande condotto che collega lo scarico, nel quale ci siamo avventurati nel precedente video, alla superficie. Rassicurante sapere che non c’è soltanto una copertura ma diverse in buono stato, quindi possiamo tranquillamente affermare che non c’è rischio che qualcuno possa volare giu.

A questo punto rimane soltanto il livello più alto da esplorare, ovvero, le strutture che avrebbero ospitato gli addetti ai lavori. In un livello di pochi metri più alto del precedente ci ritroviamo in questa struttura, molto simile a una casa. Incredibilmente molte delle porte sono rimaste chiuse, resistendo agli atti vandalici, ma questo non ha sicuramente impedito l’entrata di questi ultimi, trovando varchi attraverso le finestre e arrampicandosi lungo le stesse protezioni di sicurezza delle finestre.

Di facile accesso c’era soltanto una parte del primo piano, molto probabilmente quella dell’ufficio di costruzione. Una volta entrati sono rimasto un po’ sbigottito nel vedere buttate per terra fotografie dei lavoratori mentre costruivano la diga, documenti ma soprattutto i progetti.

Buttati lì per terra, in una quantità enorme tale da ricoprire il pavimento e creare uno strato spesso. Con un po’ di tristezza mi sono congedato da quella grande struttura, osservando anche l’abbandono di quella che è stata la storia della struttura.

Infine nel tragitto che mi riportava alla macchina, mi sono attardato in quella che era la grande torre probabilmente degli impianti. Cari ragazzi spero che questo video vi sia piaciuto e vi ringrazio sempre di tutto.

Luigi Lazzaro”

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