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Cosimo Lorina: “Sono trascorsi ormai due anni da quando, sulla carta, Caltanissetta sembrava destinata a una stagione di rinascita”. Foto

Last updated: 23/02/2026 19:04
By Redazione 556 Views 6 Min Read
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Riceviamo e pubblichiano nota stampa

“Sono trascorsi ormai due anni da quando, sulla carta, Caltanissetta sembrava destinata a una stagione di rinascita.

Ci hanno parlato di visioni, di nuovi protocolli per la sicurezza degli edifici e di cantieri imminenti per restituire dignità al basolato di Corso Vittorio Emanuele e Corso Umberto.

Ci avevano promesso che i quartieri Saccara e Provvidenza avrebbero finalmente smesso di essere ferite aperte e che il progetto delle “Case a 1 Euro” avrebbe riportato il battito vitale nel nostro centro storico.

Persino il Consiglio Comunale sembrava aver trovato una direzione comune nell’istituzione del Forum cittadino per il centro Storico, nato con l’auspicio di dare finalmente voce a noi residenti per salvare la città dal degrado.

Ma la realtà, purtroppo, continua a infrangersi contro il muro di gomma dei censimenti e delle scartoffie.

Mentre la Seconda Commissione si riunisce per studiare, elencare e annunciare, il centro storico resta fermo al palo, ostaggio di un tempo che per i palazzi non è mai galantuomo. Tra commissioni e proclami, l’unico risultato tangibile sembra essere una sistematica perdita di tempo.

Il nostro quartiere, Santa Venera, non è solo un ammasso di pietre e ricordi; è lo specchio fedele di una classe dirigente che da trent’anni confonde l’attesa con la prudenza. Osservando le ferite dei tetti sfondati e la vegetazione che divora i vicoli, emerge chiaramente l’identità di chi ci ha governato: una gestione che tramanda l’incarico di risolvere senza mai assumersi il rischio di decidere lasciando che il centro storico muoia per NOIA IN UNA CITTÀ DEPRESSA.

Ogni realtà che vedete nelle foto è il risultato di una “rassegnazione culturale” dove la proprietà frammentata diventa un peso e il patrimonio una condanna.

SE POSSIEDI UN IMMOBILE IN QUESTO QUARTIERE, oggi non sei più costretto a subire passivamente questo declino: esistono due strade concrete per rompere il cerchio dell’asfissia immobiliare.

Per chi crede ancora nel valore del nostro centro, la chiave è il PROGETTO DI COMPARTO.

Dobbiamo smettere di pensare alla singola casa e iniziare a progettare isolati che diventino vere “startup urbane”.

Grazie agli strumenti della SCIA e al meccanismo del silenzio-assenso, i tecnici più esperti possono oggi blindare i progetti di recupero: se l’intervento garantisce la pubblica utilità e la messa in sicurezza, il cantiere deve partire. Il professionista diventa così il garante della velocità, offrendo all’investitore quella certezza dei tempi che l’ufficio pubblico non è più in grado di assicurare.

È il passaggio fondamentale dal “chiedere il permesso” al rivendicare il proprio “diritto di fare”.

Per chi invece si sente schiacciato da proprietà fatiscenti, eredità indivise o immobili pericolanti che generano solo debiti tra IMU e TARI, esiste una via d’uscita rivoluzionaria sancita dalla CASSAZIONE CON LA SENTENZA N. 23093 DELL’11 AGOSTO 2025. ATTRAVERSO LA RINUNCIA ABDICATIVA, è possibile rinunciare unilateralmente alla proprietà davanti a un notaio: il bene diventa vacante e passa automaticamente allo Stato.

Anche se questa scelta non cancella i debiti pregressi, interrompe immediatamente il salasso futuro, poiché il costo dell’atto notarile si ripaga in pochissimi anni rispetto alle tasse e alle pesanti responsabilità civili e penali legate a un potenziale crollo.

Oggi la sfida è prettamente politica. I nostri rappresentanti, coloro che godono della nostra fiducia, devono avere il coraggio di tagliare i rami secchi e vendere un’idea di futuro credibile per attirare capitali.

La nostra SICUREZZA IDROGEOLOGICA è appesa a un filo: quei tetti aperti sono serbatoi d’acqua che saturano il sottosuolo, minacciando di annullare decenni di consolidamenti storici.

Per questo noi del Comitato Santa Croce gridiamo da anni che il progetto “Porta Maggiore” è un’urgenza vitale. Realizzare un enorme Hub logistico tra Via Vespri Siciliani e Via Xiboli non serve solo a creare posti auto sia ai residenti e non oppure autobus turistici e caravan, ma funge da barriera strutturale per stabilizzare l’intero versante.

È l’unica via per trasformare un vicolo cieco nella vera porta turistica e culturale della Sicilia centrale, rendendo il centro finalmente accessibile e redditizio.

Dobbiamo sbrigarci, perché ogni treno perso è un pezzo di città che scompare.

Caltanissetta deve tornare a governare il proprio territorio per smettere di essere l’eterna Cenerentola e diventare, finalmente, un laboratorio di nuova vivibilità urbana che ha deciso di non morire di burocrazia”

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