Il Primo ministro spagnolo: “Non si risolvono tutti i problemi con le bombe. Né con l’obbedienza cieca e servile per paura di rappresaglie”
Pedro Sánchez si conferma unico vero argine politico allo strapotere di Donald Trump. Il Primo Ministro spagnolo dopo essere stato attaccato dal presidente americano per non avergli concesso le basi militari, ha risposto tenendo il punto. E anzi ha rilanciato: “La posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: No alla guerra”.
Sánchez ha condannato il regime iraniano e il “fondamentalismo” degli ayatollah e ha chiesto a Stati Uniti, Israele e Iran di cessare le ostilità “prima che sia troppo tardi”. Trump, ha detto, “non deve dare per scontato che il mondo possa risolvere i propri problemi solo sulla base di guerre con le bombe. È così che iniziano i grandi disastri dell’umanità. Non puoi giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone”.
“Alcuni diranno che è ingenuo. Ciò che è ingenuo è pensare che la violenza sia la soluzione. O pensare che l’obbedienza cieca e servile sia la leadership. Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo per paura di rappresaglie da parte di qualcuno”.
Sanchez ha anche sottolineato che la sua posizione non è così minoritaria come potrebbe sembrare: “Non siamo soli. Il governo sta dalla parte dei valori della Costituzione, dell’UE, della Carta delle Nazioni Unite e della pace. Milioni di persone in tutto il mondo si battono per la pace e la prosperità”.
La dichiarazione istituzionale di Sánchez da La Moncloa, pronunciata senza giornalisti presenti e quindi senza domande, è stata attentamente elaborata per rispondere a tutti gli interrogativi circolati nelle ultime ore e agli attacchi dell’opposizione, ma soprattutto per scontrarsi con Trump o con lo stesso José María Aznar, coinvolto nella guerra in Iraq, senza menzionare espressamente il presidente statunitense e senza entrare nel fango in cui vuole trascinarlo.
“Nessuno è a favore degli ayatollah. Ma la questione è se siamo dalla parte del diritto internazionale e della pace. Il popolo spagnolo si è opposto a Saddam Hussein, ma questo non lo ha portato a sostenere una guerra ingiusta. Ripudiamo il regime di Teheran, ma chiediamo una soluzione diplomatica”, ha insistito.
“Gli obiettivi di questo attacco non sono nemmeno chiari. Sappiamo che questa guerra non produrrà un ordine internazionale giusto, salari più alti o un ambiente più sano. I governi non sono fatti per peggiorare la vita delle persone. Gli unici che vinceranno quando il mondo smetterà di costruire ospedali per costruire missili saranno gli stessi di sempre”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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