Un sistema corruttivo radicato che intreccia burocrazia regionale e vertici di Cosa Nostra. È questo il quadro delineato dall’ultima inchiesta della Procura di Palermo che ha portato all’arresto di Giancarlo Teresi, dirigente del dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana, e del capomafia di Favara, Carmelo Vetro.
L’Asse tra Burocrazia e Clan
Secondo l’accusa, Teresi avrebbe sistematicamente “asservito la propria funzione” agli interessi del boss agrigentino. L’operazione della Polizia descrive un meccanismo oliato: il dirigente avrebbe favorito l’affidamento di lavori pubblici alla Ansa Ambiente s.r.l., società formalmente amministrata da prestanome ma, nei fatti, riconducibile a Vetro.
In cambio dei favori, il dirigente avrebbe incassato diverse tangenti. Gli inquirenti hanno già documentato almeno tre dazioni di denaro avvenute tra marzo e agosto dello scorso anno.
Gli Appalti nel Mirino
Sotto la lente d’ingrandimento della magistratura sono finiti interventi delicati legati alla gestione ambientale e portuale in diverse località dell’isola:
–Bonifiche e dragaggi dei fondali marini.
–Ripascimenti costieri per il contrasto all’erosione.
–Smaltimento fanghi e sedimenti in discariche autorizzate.
I lavori riguardavano in particolare i porti di Marinella di Selinunte, Scicli-Donnalucata e Terrasini.
Il “Salvacondotto” per il Boss
Il ruolo di Teresi sarebbe stato cruciale non solo per l’ottenimento dei contratti, ma anche per permettere a Carmelo Vetro — già condannato definitivamente a 9 anni per associazione mafiosa — di aggirare le interdittive antimafia e le misure di prevenzione.
“Un settore delicatissimo come quello dei rifiuti veniva gestito da un esponente di spicco dei clan, permettendogli di guadagnare denaro e prestigio criminale,” sottolineano gli inquirenti.
L’indagine evidenzia inoltre i collegamenti di Vetro con figure di rilievo della mafia trapanese, tra cui Giovanni Filardo, cugino del defunto boss Matteo Messina Denaro, confermando la rete di relazioni di alto livello che gravitava attorno alla società coinvolta.
Gli Altri Indagati
Oltre a Teresi e al capomafia Vetro, i provvedimenti colpiscono altre figure chiave del sodalizio:
- Salvatore Vetro: fratello del boss.
- Antonio Lombardo: amministratore formale della società, accusato di aver agito come paravento per le attività del clan.
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