Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’avviso per la revisione dei Direttori Generali. Il Governatore Schifani: “Stop alle logiche politiche, spazio alla competenza”.
La governance della sanità siciliana volta pagina. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione dell’avviso per la revisione dell’albo dei Direttori Generali, prende ufficialmente corpo la riforma che punta a blindare le nomine dei vertici di Asp e aziende ospedaliere dietro criteri di selezione rigorosi e indipendenti.
La partecipazione alla selezione non sarà aperta a tutti: il primo sbarramento è rappresentato dall’iscrizione nell’elenco nazionale del Ministero della Salute. Da qui, il percorso si articola in due fasi distinte:
- Valutazione Tecnica: Una commissione di esperti, con il supporto di Agenas, esaminerà titoli e profili attraverso colloqui motivazionali, creando un elenco triennale di idonei (senza graduatoria).
- Scelta Fiduciaria su Base Tecnica: Per ogni singolo incarico, una seconda commissione individuerà una terna di nomi. Spetterà poi all’Assessore alla Salute indicare il profilo prescelto da sottoporre alla Giunta regionale.
“Vogliamo una sanità slegata dalle logiche di partito”, ha dichiarato il presidente Renato Schifani, sottolineando come l’obiettivo sia affidare le strutture esclusivamente a manager selezionati per esperienza e merito. Un concetto ribadito dall’assessore Daniela Faraoni, che parla di un adeguamento necessario alle normative nazionali all’insegna del rigore.
La riforma arriva in un momento delicato, dopo un anno caratterizzato da dimissioni eccellenti e vicende giudiziarie che hanno scosso i vertici di diverse province.
Il 2025 ha visto, tra gli altri, l’addio di Roberto Colletti (Villa Sofia-Cervello) e di Ferdinando Croce (Asp Trapani), quest’ultimo rimosso dopo lo scandalo dei ritardi nei referti istologici. Più recenti i casi di Alessandro Caltagirone a Siracusa e Salvatore Iacolino a Messina, entrambi coinvolti in inchieste giudiziarie, sebbene per Caltagirone si vada verso l’archiviazione.
Attualmente, settori chiave come la Pianificazione Strategica restano affidati a gestioni ad interim (Giovanni Bologna), mentre si attende il completamento del rimpasto di giunta previsto entro fine mese.
Resta invariato il sistema di nomina per i Policlinici universitari. In questo caso, l’autonomia accademica viene preservata: la selezione continuerà a basarsi sulle terne indicate dai rettori delle Università di Palermo, Catania e Messina.
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