Mentre la nuova Rottamazione Quinquies (Legge di Bilancio 2026) entra nel vivo, il panorama dei tributi locali in Sicilia centrale mostra due velocità differenti.
Se da un lato Enna ha già completato l’iter burocratico in aula, dall’altro Caltanissetta sta definendo le ultime direttive tecniche per rendere operativa la misura.
Il Comune di Enna si è mosso con estrema rapidità, diventando uno dei primi enti in Italia a rendere esecutivo il provvedimento. Il Consiglio Comunale ha già approvato il regolamento che permette ai cittadini di sanare i debiti comunali senza sanzioni e interessi. Manca solo la delibera di Giunta per l’esecutività. La sanatoria per tributi fino al 2011; rateizzazione dai 400 euro in su; fidejussione obbligatoria sopra i 18.000 euro.
Il consigliere comunale di Enna, Dario Cardaci, ha definito l’operazione un esempio di “buona politica”, sottolineando il contributo decisivo degli ordini professionali e dei sindacati.
Caltanissetta: Direttiva pronta, si attende il Consiglio
Nel capoluogo nisseno, l’amministrazione guidata dal sindaco Walter Tesauro ha espresso la chiara volontà di aderire alla sanatoria, ma il percorso formale è ancora in corso.
L’assessore ai Tributi, Calogero Adornetto, già il 26 gennaio comunicava di aver emanato una direttiva formale agli uffici per predisporre gli atti necessari, qui l’articolo. Tuttavia, al momento, sono trascorsi già tre mesi, mancano passaggi importanti, che sia portata in aula per il voto definitivo del Consiglio Comunale per l’approvazione del regolamento specifico e successivamente la delibera di giunta.
Se i contribuenti di Enna possono già prepararsi alla presentazione delle domande attraverso il nuovo portale, quelli di Caltanissetta devono attendere ancora qualche settimana, si spera.
L’auspicio è che il divario temporale tra i due capoluoghi siciliani possa colmarsi al più presto.
È fondamentale che anche a Caltanissetta l’iter burocratico trovi la sua rapida definizione in Consiglio Comunale, permettendo finalmente ai cittadini nisseni di usufruire al più presto di questa importante opportunità di regolarizzazione.
In un momento socio-economico così delicato, garantire parità di accesso a strumenti di agevolazione fiscale non è solo una questione amministrativa, ma un atto di equità necessario per dare respiro alle famiglie e slancio alle imprese locali.
La speranza è che i “blocchi di partenza” diventino presto un ricordo e che la città possa correre spedita verso la stessa linea del traguardo già raggiunta dai vicini ennesi, essenso la finestra temporale per aderire alla rottamazione, che a livello nazionale scade il 30 aprile 2026, mentre in Sicilia, a causa delle proroghe legate al maltempo, il termine ultimo per presentare la domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies è fissato al 31 luglio 2026, ma nonostante tutto ci sono tempi serrati per la delibera definitiva.
In entrambi i casi, l’obiettivo è comune: recuperare crediti difficili da riscuotere e, contemporaneamente, alleggerire il carico fiscale di famiglie e imprese colpite dalla crisi economica.
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