Netanyahu ha dato disposizione al suo governo di avviare colloqui diretti con il Libano “il prima possibile” dopo le ripetute richieste arrivate dal Libano
Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha comunicato di aver dato disposizione al suo governo di avviare colloqui diretti con il Libano “il prima possibile”. La presa di posizione è stata diffusa con un messaggio sul social X in lingua ebraica.
Netanyahu ha riferito di aver preso la decisione alla luce delle “ripetute richieste” da parte del Libano di aprire negoziati. Il primo ministro ha aggiunto che i colloqui si concentreranno “sul disarmo di Hezbollah e sulla costruzione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano”.
MELONI: “BENE AVVIO NEGOZIATI ISRAELE-LIBANO, SUBITO CESSATE FUOCO“
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal Primo Ministro Netanyahu. Il Governo italiano, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele”, si legge in una nota di palazzo Chigi.
“In questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere il rafforzamento dello Stato libanese e delle sue istituzioni in modo che il Governo libanese possa ripristinare la sua sovranità sull’intero territorio nazionale, incluso il monopolio statale sulle armi- prosegue Meloni- Un immediato cessate il fuoco è anche necessario per porre fine alle sofferenze delle popolazioni civili libanese e israeliana e per creare le condizioni migliori per il successo del processo negoziale avviato martedì scorso tra Usa, Iran e Israele”.
TAJANI: “LUNEDÌ SARÒ IN LIBANO, ITALIA SOSTERRÀ DA PROTAGONISTA NUOVA FASE DIALOGO”
“Lunedì prossimo sarò in Libano per manifestare la solidarietà e la vicinanza del Governo italiano al Presidente Aoun e a tutto il popolo libanese a seguito dei bombardamenti subiti. Non vogliamo che a pagare sia ancora la popolazione civile come a Gaza”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro Antonio Tajani.
“Sarà l’occasione per portare un saluto ai nostri militari impegnati per la pace e la stabilità- aggiunge-. Una visita per promuovere e incoraggiare i negoziati diretti annunciati oggi tra il Libano e Israele. L’Italia sosterrà con un ruolo da protagonista questa nuova fase di dialogo in Medioriente, anche per evitare un’escalation del conflitto in tutta la regione e mettere fine alle azioni terroristiche di Hezbollah”.
MELONI SENTE PREMIER PAKISTAN SU IRAN: “PIENO SOSTEGNO A NEGOZIATI”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questa sera una conversazione telefonica con il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif. Meloni ha espresso il forte apprezzamento dell’Italia per l’impegno del primo ministro Sharif e di tutto il Governo del Pakistan che ha condotto ad un accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran e ribadito il pieno sostegno ai negoziati che si svolgeranno ad Islamabad a partire da domani.
Nel corso della conversazione i due leader hanno avuto uno scambio sulle prospettive per una soluzione complessiva del conflitto e concordato di rimanere in stretto contatto.
Meloni ha, in particolare, condiviso con il primo ministro pakistano la necessità di un accordo che possa assicurare il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano, la riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz e un quadro di sicurezza regionale.
LA GIORNATA DI IERI
Mentre Stati Uniti e Iran mettono in pausa la guerra per due settimane e prima che arrivasse la notizia dell’avvio dei negoziati tra Israele e Libano, il premier israeliano Netanyahu aveva lanciato contro Beirut la campagna più pesante dall’inizio della guerra. L’ha chiamata – per evitare malintesi – “Oscurità eterna”: 160 bombe con raid di 150 aerei, “100 obiettivi in 10 minuti”, 250 libanesi uccisi e Beirut nel panico. Trump l’ha definita “scaramuccia”.
Su queste basi è entrata in vigore una “tregua fragilissima“, definita così da J.D. Vance, il vicepresidente Usa che guiderà la spedizione americana ai programmati colloqui di sabato in Pakistan. L’Iran nel frattempo ha deciso di richiudere lo stretto di Hormuz e ha minacciato di riprendere le ostilità se il Libano non sarà inserito nel cessate il fuoco. Posizione appoggiata e ribadita anche dai leader internazionali e comunicata a Trump direttamente da Macron.
Per tutta risposta l’esercito israeliano ha sparato colpi d’avvertimento contro un convoglio della missione UNIFIL in Libano, senza feriti ma suscitando la protesta di Roma. E così comincia il 41esimo giorno di guerra, il secondo di “tregua”. Tutti gli aggiornamenti:
16:53 – LIBANO, MERZ: ISRAELE RISCHIA DI FAR FALLIRE PROCESSO DI PACE
“Particolare preoccupazione” è stata espressa dal cancelliere tedesco Friederich Merz in merito alla “situazione nel Libano meridionale”. Secondo Merz, “la violenza con cui Israele sta conducendo la guerra in quella regione potrebbe far fallire l’intero processo di pace, e questo non deve assolutamente accadere”. Il cancelliere si è detto preoccupato in particolare per l’ipotesi di eventuali nuove tensioni tra Stati Uniti ed Europa, e quindi nella Nato, nel caso il percorso negoziale venisse compromesso: “Non vogliamo – io non voglio – che la Nato si divida- ha detto, sottolineando che “la Nato è garante della nostra sicurezza, soprattutto in Europa”. Merz ha poi confermato che sono ripresi i colloqui diplomatici con l’Iran, dopo l’accordo di cessate il fuoco raggiunto nella notte tra martedì e mercoledì con gli Stati Uniti: “Dopo un lungo silenzio, per il quale avevamo seri motivi, ora come governo stiamo riprendendo i colloqui con Teheran, in coordinamento con gli Stati Uniti e i nostri partner europei”.
16:50 – IL PREMIER LIBANESE SALAM: IL PAKISTAN SOSTENGA LA PACE
Il Pakistan “si sta impegnando sinceramente per la pace regionale ed è in questo spirito che vengono indetti i colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti”: lo ha detto il primo ministro del Pakistan Muhammad Shehbaz Sharif al suo omologo libanese, Nawaf Salam, in un colloquio telefonico di cui l’ufficio di Sharif ha riferito in un post su X. Sharif ha “condannato con forza la continua aggressione di Israele contro il Libano e ha espresso le sue condoglianze per la perdita di migliaia di vite preziose”. Dal canto suo, il premier libanese Salam ha ringraziato l’omologo per “i suoi sforzi di pace” e “chiesto il sostegno del Pakistan per porre fine immediatamente agli attacchi contro il Libano e la sua popolazione”. Entrambi i leader, informa in conclusione il post, “hanno concordato di rimanere in contatto”. Il governo del Libano continua quindi la sua azione diplomatica per porre fine all’offensiva di Israele, nel giorno in cui il Paese osserva il lutto nazionale per gli oltre 250 morti di ieri. Intanto l’offensiva dell’esercito israeliano non si ferma: nel pomeriggio, mentre nel sud di Beirut si portano via le macerie degli attacchi, l’esercito ha emanato l’ennesimo ordine di evacuazione per i residenti dei quartieri di Haret Hreik, Ghobeiry, Laylaki, Hadath, Bourj Al-Barajneh, Tahwita Al-Ghadir e Chiyah. I media libanesi riferiscono anche di un attacco alla sede della Protezione civile nel sud, a Borj Qlawyah, dove diverse persone sono rimaste ferite. Anche Hezbollah ha ripreso a sparare missili contro il nord di Israele.
14:50 – 15 NAVI AL GIORNO, NON DI PIU’
L’Iran non permetterà il transito di più di 15 navi al giorno attraverso lo stretto di Hormuz, in base all’accordo di cessate il fuoco stipulato con gli Stati Uniti. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale russa TASS, citando una fonte iraniana di alto livello.
14:30 – L’IRAN NON TRANSIGE SUL LIBANO
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che gli attacchi israeliani contro il Libano costituiscono una “palese violazione” dell’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e che la loro continuazione “renderebbe i negoziati privi di significato”: “La rinnovata incursione di Israele in Libano rappresenta una palese violazione dell’accordo di cessate il fuoco iniziale. Questo è un pericoloso segnale di inganno e di mancanza di impegno verso potenziali accordi. Il proseguimento di queste azioni renderà vani i negoziati. Il nostro dito rimane sul grilletto. L’Iran non abbandonerà mai i suoi fratelli e sorelle libanesi.
E così il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, per il quale il Libano costituisce “parte inscindibile dell’accordo di cessate il fuoco, non c’è spazio per negazioni e ritrattazioni. Le violazioni del cessate il fuoco comportano costi espliciti e risposte RIGIDE”, ha scritto in maiuscolo imitando lo stile di Trump. “Spegnere immediatamente l’incendio”.
13:20 – NETANYAHU: CONTINUEREMO A COLPIRE “OVUNQUE SIA NECESSARIO”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che i raid delle IDF in Libano hanno ucciso il nipote e segretario del leader di Hezbollah, Naim Qassem, Ali Yusuf Harshi. E ha aggiunto che che l’esercito israeliano continuerà a colpire Hezbollah “ovunque sia necessario”, nonostante tutti chiedano che anche il Libano entri nel cessate il fuoco.
13:00 – ANCHE L’UE VUOLE IL CESSATE IL FUOCO IN LIBANO
“La tregua con l’Iran dovrebbe estendersi al Libano”: è la posizione espressa dall’Unione europea attraverso le parole dell’alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas.
In un post su X la rappresentante della diplomazia ha detto: “Hezbollah ha trascinato il Libano in guerra, ma il diritto di Israele di difendersi non giustifica il fatto di infliggere una distruzione così massiccia. I raid israeliani hanno ucciso centinaia di persone la scorsa notte, rendendo difficile sostenere che azioni così pesantemente repressive rientrino nella legittima difesa. Le azioni israeliane- continua Kallas- stanno sottoponendo a grave rischio il cessate il fuoco Usa-Iran. La tregua con l’Iran dovrebbe estendersi al Libano. Hezbollah deve disarmarsi, come ha accettato di fare. L’Ue- conclude la sua alta rappresentante- sostiene gli sforzi del Libano per disarmare Hezbollah”.
12:40 – LA RUSSIA CI STA FACENDO UN SACCO DI SOLDI
I numeri, calcolati dalla Agenzia Reuters, dicono che la Russia sta “vincendo” la guerra in Iran. La tassa russa sull’estrazione mineraria del petrolio ad aprile raggiungerà circa 700 miliardi di rubli – nove miliardi di dollari – rispetto ai 327 miliardi di marzo. Il prezzo del greggio degli Urali, il petrolio russo usato a fini fiscali, è passato da 44 dollari al barile a febbraio a 77 dollari a marzo: un aumento del 73% in un mese solo, ben al di sopra dei 59 dollari previsti nel bilancio statale. Il Cremlino ha comunicato martedì che vi erano state “numerose richieste di energia russa provenienti da diverse parti del mondo”.
12:00 – L’IRAN CONTINUERA’ AD ARRICCHIRE URANIO, DICONO
Secondo laReuters, il responsabile iraniano per l’energia atomica Mohammad Eslami ha detto che il programma di arricchimento dell’uranio non subirà riduzioni, smentendo di fatto una delle tante esternazioni ultime di Trump.
Citando un rapporto dell’agenzia di stampa statale iraniana Student’ News Agency, la Reuters ha riportato le parole di Eslami, secondo cui “il nemico non riuscirà a limitare il programma di arricchimento dell’uranio dell’Iran”.
11:15 – TRE GIORNALISTI UCCISI
Si chiamavano Mohammed Samir Wishah, Ghada Dayekh e Suzan Khalil i tre giornalisti che sono rimasti uccisi a Gaza e in Libano negli ultimi due giorni a causa dei bombardamenti dell’esercito israeliano in Libano e nella Striscia di Gaza. Il primo, Mohammed Samir Wishah, era corrispondente di Al Jazeera Mubasher ed è stato colpito da un drone mentre viaggiava a bordo della sua auto insieme a un’altra persona, che è morta insieme a lui. Dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio scorso, altri giornalisti sono stati uccisi in Libano e in tutta la regione, portando il bilancio delle vittime nel solo Libano ad almeno sette nelle ultime settimane.
Ghada Dayekh e Suzan Khalil erano infatti giornaliste libanesi: Dayekh era una cronista radiofonica dell’emittente Sawt Al-Farah, nella città di Tiro, con cui lavorava da 37 anni. Secondo la ricostruzione ottenuta dal Cpj, era nel suo appartamento quando un missile israeliano ha raggiunto e raso al suolo l’edificio. Quanto a Suzan Khalil di Al-Manar Tv, è rimasta uccisa ieri nel corso degli attacchi su Beirut.
10:30 – IRAN E ARABIA SAUDITA AL TELEFONO
I ministri degli Esteri di Iran e Arabia Saudita hanno avuto oggi un colloquio telefonico, il primo contatto ufficiale tra i due Paesi dall’inizio della guerra. Il ministero degli affari esteri saudita ha dichiarato che il ministro degli esterI, il principe Faisal bin Farhan, ha ricevuto una telefonata dal suo omologo iraniano, Abbas Araghchi. “Durante la telefonata, hanno esaminato gli ultimi sviluppi e discusso le modalità per ridurre le tensioni al fine di ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione”.
9:20 – LA COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE DELL’ITALIA E’ LA STESSA DA 80 ANNI
“La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo Governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘La Meloni scelga tra Trump e l’Europa’”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni intervenendo alla Camera nell’informativa urgente sull’azione del Governo.
8:30 – IL PRIMO GIORNO SENZA MORTI IN IRAN
Grazie al fragilissimo cessate il fuoco, nelle ultime 24 ore, il primo giorno intero successivo all’annuncio della tregua, l’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency ha riferito che non si sono registrate vittime in Iran. HRANA ha registrato comunque almeno 20 attacchi, molti dei quali a ridosso dell’annuncio. Secondo l’agenzia dall’inizio della guerra sono stati uccisi almeno 1.701 civili, tra cui 254 bambini, in Iran. Il Libano è un capitolo a parte.
7:45 – DELEGAZIONE IRANIANA A ISLAMABAD (FORSE)
La delegazione iraniana arriverà a Islamabad stasera per partecipare ai colloqui di sabato con Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam: “Nonostante lo scetticismo dell’opinione pubblica iraniana a causa delle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del regime israeliano, una delegazione iraniana arriverà stasera a Islamabad per colloqui seri basati su 10 punti proposti dall’Iran”.
Poco dopo però il post è stato cancellato.
7:00 – TRUMP: IL NOSTRO ESERCITO SI STA RIPOSANDO
Trump ci tiene aggiornati dal suo social, Truth: “Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitensi, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno in Iran e nelle aree circostanti fino a quando il VERO ACCORDO raggiunto non sarà pienamente rispettato. Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, il che è altamente improbabile, allora “inizieranno gli scontri a fuoco”, più grandi, migliori e più forti di quanto si sia mai visto prima. L’accordo è stato raggiunto molto tempo fa e, nonostante tutta la falsa retorica contraria, NESSUNA ARMA NUCLEARE e lo Stretto di Hormuz SARÀ APERTO E SICURO. Nel frattempo, il nostro grande esercito si sta preparando e riposando, in attesa della sua prossima conquista. L’AMERICA È TORNATA!”
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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