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Pil, debito e accise: dal Fmi tripla bocciatura per l’Italia

Autore: Redazione Visualizzazioni: 145 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 27/05/2026
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Tripla bocciatura del Fmi all’Italia: la crescita resta modesta, il debito è troppo elevato e viene criticato anche il taglio delle accise.

Contents
La crescita non riparte e il debito resta elevato: l’allarme del FmiLa bocciatura del taglio delle acciseSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

La crescita non riparte, il debito resta elevato e persino le misure come il taglio delle accise per fronteggiare lo shock energetico vengono criticate. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) fa a pezzi l’economia italiana, sottolineando la situazione critica del Paese e mettendo nel mirino anche alcune scelte del governo.

Il primo elemento riguarda la crescita, che prosegue “a ritmo moderato, appesantita da fattori esterni contrari e sfide strutturali”. La colpa, quindi, non è solamente delle tensioni globali ma anche di problemi strutturali italiani che non vengono affrontati.

La crescita non riparte e il debito resta elevato: l’allarme del Fmi

Partiamo dai dati sulla crescita. Il Pil reale, sottolinea il Fondo, è aumentato solamente dello 0,5% lo scorso anno e di certo la situazione non migliorerà con l’impatto della guerra e lo shock energetico. Sia per quest’anno che per il prossimo si attende una crescita limitata allo 0,5%, stando a quanto riportato nell’analisi Article IV del Fondo Monetario Internazionale.

Nonostante il “consolidamento fiscale” messo in campo negli ultimi anni, “il debito pubblico rimane troppo elevato”, sottolinea il Fmi. E anche la discesa del deficit al 3,1% del Pil lo scorso anno non basta, perché “nonostante questi risultati, il debito pubblico è aumentato a circa il 137% del Pil alla fine del 2025 e la dinamica del debito resta vulnerabile a shock di crescita, tassi di interesse e fiducia”.

Oltre alle contingenze attuali, ci sono poi le questioni strutturali da valutare. A partire dal rapido invecchiamento della popolazione e della persistente debolezza della crescita della produttività, elementi che continueranno a limitare la crescita potenziale attorno allo 0,6% secondo questa analisi, anche a causa di una partecipazione alla forza lavoro inferiore rispetto a Paesi simili, soprattutto per donne e giovani.

A questo vanno sommate, appunto, le incertezze globali che portano a ritenere “al ribasso” i rischi per la crescita. L’aumento dei prezzi dell’energia ha indebolito la fiducia dei consumatori e aumentato la probabilità di una crescita del Pil al di sotto delle precedenti previsioni. Inoltre un conflitto prolungato in Medio Oriente potrebbe comportare un nuovo rialzo dei prezzi, inasprendo le condizioni finanziarie e indebolendo ancor di più la fiducia e di conseguenza l’attività economica.

La bocciatura del taglio delle accise

C’è poi un altro avvertimento lanciato dal Fmi e riguarda la riduzione generalizzata delle accise su benzina e diesel, introdotta per ridurre l’impatto dello shock petrolifero. Ma secondo il Fondo questa misura “dovrebbe essere sostituita da trasferimenti monetari mirati alle famiglie più vulnerabili”. A giudizio dell’organismo internazionale, infatti, “le misure per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia dovrebbero essere neutrali rispetto al bilancio, temporanee, ben mirate e non smorzare l’incentivo a ridurre i consumi energetici”.

Ci sono poi altre richieste del Fmi, come quella di eliminare la flat tax sui redditi da lavoro autonomo e aggiornare i valori immobiliari nel catasto. Al contrario, viene promossa la decisione del governo di cancellare gli anticipi pensionistici, una decisione del governo che contraddice però anni e anni di campagna elettorale.

Fonte lanotiziagiornale.it di Stefano Rizzuti

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Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
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