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CronacaPolitica

Stragi del 1993, archiviate le accuse a Dell’Utri e Berlusconi. Marina esulta e rilancia il tema giustizia, ma resta il peso delle condanne passate

Last updated: 05/06/2026 6:35
By Redazione 71 Views 4 Min Read
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La Procura di Firenze ha ufficialmente archiviato l’inchiesta sulle stragi mafiose del 1993 che vedeva indagati Marcello Dell’Utri e, fino alla sua scomparsa, Silvio Berlusconi. Il procedimento puntava a fare luce su un presunto ruolo di mandanti occulti nei tragici attentati di Firenze, Milano e Roma. La decisione del giudice per le indagini preliminari chiude così un capitolo giudiziario durato anni, sollevando immediate reazioni politiche e familiari.

Contents
La reazione di Marina BerlusconiIl “nodo” della condanna di Dell’UtriSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

La reazione di Marina Berlusconi

Non si è fatta attendere la dura presa di posizione di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e primogenita del Cavaliere. In una nota ufficiale, la manager ha espresso sollievo ma anche profonda amarezza per quella che ha definito una “persecuzione giudiziaria” subita dal padre anche dopo la sua morte.

“L’archiviazione dimostra per l’ennesima volta l’assoluta infondatezza di accuse infamanti”, ha dichiarato Marina Berlusconi, cogliendo l’occasione per rilanciare il dibattito sulla necessità di una profonda riforma della giustizia in Italia. Secondo la primogenita del fondatore di Forza Italia, il caso del padre rappresenta l’emblema di un “uso politico della magistratura” che richiederebbe interventi urgenti per garantire l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Il “nodo” della condanna di Dell’Utri

Se da un lato la famiglia Berlusconi celebra la fine di questo filone d’indagine sulle stragi del ’93, dall’altro lato l’opinione pubblica e diversi osservatori sottolineano come le dichiarazioni di Marina Berlusconi abbiano programmaticamente sorvolato sulla figura di Marcello Dell’Utri.

L’ex senatore e fedelissimo collaboratore di Silvio Berlusconi, anch’egli uscito dall’inchiesta fiorentina, porta infatti sul groppone una condanna definitiva a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, rimediata nel 2014. Una sentenza passata in giudicato che ha accertato i suoi rapporti di mediazione tra Cosa Nostra e l’imprenditoria milanese facente capo al Cavaliere fino al 1992.

L’archiviazione di Firenze mette la parola fine alle ipotesi di un coinvolgimento diretto del binomio Berlusconi-Dell’Utri nelle stragi del 1993, un verdetto che la famiglia del Cavaliere utilizza come scudo per blindarne la memoria storica. Tuttavia, la complessa trama dei rapporti tra i vertici di Forza Italia della prima ora e la criminalità organizzata siciliana rimane un fatto sancito da altre sentenze definitive, che continuano a dividere profondamente la memoria storica e politica del Paese.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale, non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

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