Nonostante l’entrata in vigore delle misure volte ad alleviare il carico fiscale sui carburanti, la riduzione delle accise continua a non tradursi in un reale risparmio per i consumatori. L’associazione di tutela dei consumatori Codacons ha lanciato un nuovo allarme: per il terzo giorno consecutivo dall’avvio del provvedimento, i listini praticati dai distributori su tutto il territorio nazionale non registrano la flessione attesa.
Un beneficio congelato lungo la filiera
Il taglio delle accise era stato predisposto per mitigare l’impatto del caro carburanti sui bilanci delle famiglie e sulle spese logistiche delle imprese. Tuttavia, le rilevazioni quotidiane sui prezzi medi praticati presso gli impianti di erogazione (sia self-service sia servito) mostrano un adeguamento pressoché nullo o del tutto marginale.
Secondo l’analisi del Codacons, l’effetto dello sconto fiscale rischia di rimanere assorbito lungo la filiera distributiva e dalle compagnie petrolifere, trasformandosi in un margine aggiuntivo per gli operatori del settore anziché in una riduzione del costo finale sostenuto dagli automobilisti.
Richiesti controlli urgenti a Guardia di Finanza e Antitrust
A fronte di questa situazione stazionaria, il Codacons ha sollecitato l’intervento immediato delle autorità di vigilanza e di controllo:
- Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): per accertare eventuali intese anticoncorrenziali, cartelli o pratiche commerciali scorrette lungo la catena di distribuzione.
- Guardia di Finanza (Nucleo Speciale Antitrust): per l’avvio di verifiche a tappeto sui prezzi praticati dai singoli gestori e la rispondenza con i dati comunicati all’Osservatorio Prezzi del MIMIT.
«È inaccettabile che a tre giorni dall’introduzione della misura gli automobilisti continuino a pagare la benzina e il diesel a prezzi pieni. Servono controlli stringenti e sanzioni immediate contro ogni forma di speculazione a danno dei cittadini», sottolinea la nota dell’associazione.
Scenari e possibili azioni legali
Se nei prossimi giorni non si verificherà un riallineamento diffuso dei listini con il valore teorico post-taglio, il Codacons ha preannunciato l’intenzione di presentare formali esposti presso le Procure della Repubblica per ipotizzare il reato di manovra speculativa su merci.
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