Autonomia differenziata, le Regioni bocciano il governo sul ddl delega sui Lep. Chiedono di essere coinvolte nei provvedimenti attuativi
Non è un parere vincolante. Ma di fatto rimane agli atti la bocciatura della Conferenza delle Regioni sul disegno di legge delega sui Lep (livelli essenziali delle prestazioni), in discussione al Senato e cuore della riforma Calderoli dell’Autonomia differenziata. Nel documento, approvato ieri e inviato alla Commissione Affari costituzionali del Senato, le Regioni richiamano il rispetto dei principi costituzionali e di leale collaborazione tra livelli istituzionali che “verrebbe meno qualora non si procedesse all’adeguato coinvolgimento delle Regioni nel processo legislativo”, come si legge in una nota.
Vale la pena ricordare che dopo l’ultima tornata elettorale di autunno dello scorso anno, il centrodestra è saldamente alla guida delle venti Regioni italiane: conta 13 governatori che fanno capo alle sue forze politiche, contro i 6 a favore del centrosinistra. Poi c’è una regione a guida autonomista. Il Presidente della Conferenza delle Regioni è il leghista Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia. Dunque si può concludere che soprattutto i governatori di destra bocciano uno dei centri nevralgici della riforma del Carroccio.
Autonomia differenziata, le Regioni bocciano il governo sul ddl delega sui Lep
I Lep infatti, pur essendo di competenza esclusiva statale, incidono prevalentemente su materie di competenza concorrente, la cui attuazione grava sulle Regioni. Pertanto, “è necessario prevedere che i provvedimenti attuativi della legge delega siano sottoposti al vaglio della Conferenza Stato-Regioni richiedendo lo strumento procedurale dell’intesa – e non del semplice parere – per la relativa approvazione”.
Le Regioni chiedono di essere coinvolte nei provvedimenti attuativi e accedono un faro sulle risorse
Un accento specifico va sulla questione del finanziamento. Le Regioni tornano a chiarire, come già fatto in sede di discussione delle Legge di Bilancio 2026, che i Lep, una volta determinati, devono essere integralmente finanziati dallo Stato, non ritenendo ammissibile trasferire funzioni senza risorse, né tantomeno scaricare gli oneri derivanti sui bilanci regionali. Questa posizione, supportata da sentenze di rango costituzionale, “si realizza nella consapevolezza che solo attraverso un coinvolgimento pieno delle Regioni, una chiara assunzione di responsabilità finanziaria da parte dello Stato e un rispetto sostanziale del principio di leale collaborazione sarà possibile costruire un sistema dei Lep realmente capace di ridurre i divari”.
Decaro: la norma del governo sembra voler aggirare la Corte
Secondo il governatore della Puglia, Antonio Decaro, la norma del governo “sembra bypassare la sentenza della Corte. Nel senso che sembra un modo per fare autonomia differenziata senza mettere risorse a disposizione delle regioni che hanno una fiscalità minore. Sembra un modo per aggirare la sentenza della Corte”.
Opposizioni in trincea: si fermi il ddl delega in Parlamento
Le opposizioni da sempre fortemente ostili alla riforma di Roberto Calderoli colgono la palla al balzo.”Arriva anche lo stop della Conferenza delle Regioni al DDL delega sui Lep in discussione al Senato. Ancora una volta l’accelerazione di Calderoli viene fermata. Calderoli se ne deve fare una ragione: non si possono aggirare i rilievi della Corte. Ma, soprattutto, non si possono individuare i Lep a costo zero, mantenendo di fatto le stesse risorse di ora, e non si può bypassare il vaglio della Conferenza Stato-Regioni. Non è possibile trasferire funzioni senza risorse. Tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti e gli stessi servizi indipendentemente da dove si nasce e da dove si vive. Dopo le osservazioni critiche della Conferenza Regioni bisogna fermare la discussione in commissione Affari Costituzionali del Senato”, ha affermato il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Peppe De Cristofaro.
Uguale richiesta arriva dal Pd. “Il voto unanime della Conferenza delle Regioni contro le norme del governo sull’individuazione dei Lep confermano i nostri timori. Come avevamo scritto nella nostra ‘pregiudiziale’ alla manovra gli articoli dal 123 al 128 della legge di bilancio ignorano e non rispettano quello che ha scritto la Corte nella sentenza: non si possono trasferire funzioni e oneri senza le risorse. Ora ci auguriamo che sul documento approvato dalla Conferenza delle Regioni e inviato alla Commissione Affari costituzionali del Senato si possa riaprire il confronto parlamentare, con il coinvolgimento pieno delle Regioni”. Così il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia.
Fonte lanotiziagiornale.it di Raffaella Malito
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