Il 25 aprile dovrebbe essere una giornata di festa, libertà e anche rispetto per il territorio.
Invece, per il Bosco d’Imera, si è trasformato nell’ennesimo teatro dell’orrore ambientale.
Grazie a un video catturato e messo gentilmente a disposizione da Danilo Miraglia del gruppo Facebook SOS Caltanissetta, oggi possiamo testimoniare l’ennesimo schiaffo al nostro patrimonio naturale.
Le immagini parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni.
Quello che doveva essere una tranquilla giornata per una scampagnata si è concluso con un abbandono sistematico di rifiuti di ogni genere. Tra gli alberi e i sentieri è stato lasciato letteralmente di tutto e di più:
– Avanzi di cibo in decomposizione;
– Plastica, bottiglie di vetro e lattine;
– Sacchetti della spazzatura appesi agli alberi;
– Perfino coltelli abbandonati pericolosamente
Il paradosso del “pulito a casa propria”
Ciò che fa più rabbia è la psicologia che si cela dietro questi gesti. È molto probabile che queste stesse persone siano le prime a pretendere il massimo dell’igiene nelle proprie abitazioni, quelle che non tollerano neanche un granello di polvere sul tappeto del salotto o sul marmo della cucina.
Tuttavia, varcata la soglia di casa, scatta una sorta di “licenza di sporcare”.
Come se il bosco fosse una terra di nessuno e non un bene comune da preservare.
È un segno di inciviltà che non trova spiegazioni razionali, la natura viene usata come un usa-e-getta, un grande bidone della spazzatura a cielo aperto dove tutto è permesso.
Il video di Danilo Miraglia su SOS Caltanissetta serve da monito, ma anche da denuncia sociale.
Non si può più restare in silenzio di fronte a tale scempio.
“La terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra.”
Lasciare un bosco in queste condizioni non è solo un reato ambientale, è la prova di un fallimento educativo. Se non impariamo a portare via i nostri rifiuti, forse non meritiamo la bellezza che la natura ci offre gratuitamente.
Ringraziamo ancora Danilo Miraglia per la segnalazione, sperando che queste immagini possano scuotere le coscienze di chi, quel giorno, ha dimenticato il significato della parola “rispetto”.
Il video
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