Una ferita ancora aperta nel cuore dei nisseni rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione persa per la città, o peggio, nel terreno fertile per una speculazione edilizia che il territorio non può permettersi.
Parliamo dell’ex area Rai di Sant’Anna, sita in via Antenna 13, un luogo simbolo della storia locale.
Dopo l’abbattimento della storica antenna che per decenni ha svettato sul panorama nisseno, Rai Way ha ufficialmente messo in vendita il sito.
Le cifre, paradossalmente, rendono l’operazione un’occasione d’oro per il pubblico, oltre 125.000 metri quadrati di terreno e circa 2.091 mq di fabbricati dismessi sono sul mercato alla cifra di 409.000 euro.
La commercializzazione è stata affidata all’agenzia immobiliare catanese Expertise Re. L’annuncio (identificato dal Riferimento 476) dell’agenzia è già presente anche sulle principali piattaforme di settore, tra cui Immobiliare.it e Idealista, con l’indirizzo specifico di Via Antenna 13, Caltanissetta.
Ne avevamo parlato in questo articolo.
Di fronte a un prezzo del genere, una domanda sorge spontanea e legittima: perché il Comune di Caltanissetta non acquista l’area per restituirla alla cittadinanza?
La svolta legale: il Comune chiede i danni a Rai Way
La proposta di acquistare il terreno si inserisce in un contesto politico e legale radicalmente cambiato. Di recente, infatti, il Comune di Caltanissetta ha ufficialmente avviato un’azione legale contro la società Rai Way S.p.A. , qui l’articolo, per richiedere il risarcimento dei danni derivanti dall’abbattimento della storica antenna di colle Sant’Anna. La decisione, formalizzata con un decreto del sindaco Walter Calogero Tesauro che ha affidato l’incarico all’Avvocatura comunale, muove dal presupposto che la perdita del traliccio abbia provocato un danno gravissimo al patrimonio identitario e culturale del territorio.
Proprio in virtù di questa battaglia legale, l’acquisto dell’area da parte dell’amministrazione assumerebbe un valore strategico e politico straordinario. Se Palazzo del Carmine ritiene che quel luogo sia un tassello fondamentale dell’identità nissena, tanto da trascinare Rai Way in tribunale, a maggior ragione ha il dovere morale di investirci direttamente, spendendo i 409 mila euro richiesti per diventarne proprietario ed evitare che lo stesso terreno finisca in mano a speculatori privati.
Certo, sperare di prevalere in tribunale è legittimo e ce lo si augura di cuore, anche perchè un’eventuale vittoria farebbe introitare alle casse comunali somme importanti che potrebbero essere impiegate proprio per coprire i costi dell’acquisto, anche se c’è un enorme “ma” dettato dal realismo, il rischio concreto è che una causa civile di questa portata duri anni e anni e, anche nell’ipotesi in cui il Comune dovesse vincere l’azione legale, nel frattempo che cosa ne sarà del colle? Il pericolo è che, mentre la giustizia fa la sua stada, con i suoi tempi, l’area venga venduta al miglior offerente, cementificata e “speculata” sotto i nostri occhi.
Palazzo del Carmine non può permettersi di aspettare i tempi della magistratura, deve anticipare i privati spendendo subito i 409 mila euro richiesti per diventarne proprietario.
Se la cifra di 409 mila euro potrebbe essere un’inezia per qulache imprenditore, dovrebbe esserlo a maggior ragione per le casse comunali, soprattutto se si guarda a come in altre situazioni sono stai gestiti i fondi pubblici in città.
Come non fare un parallelo con le recenti scelte dell’amministrazione, come ad esempio della transazione con la quale è stato erogato un finanziamento di ben 700.000 euro alla ditta privata che sta riqualifincando e gestirà la piscina comunale, anche se da oggi, la struttura rimane tristemente chiusa e sbarrata in faccia ai nisseni e non si hanno notizie sulla data di inaugurazione e conseguente apertura al pubblico. 700 mila euro per la piscina e come si può ignorare un investimento di soli 409 mila euro per acquisire un patrimonio immenso e farne un parco urbano, un centro culturale o un’area di pregio per la comunità?
La difesa di Sant’Anna non parte oggi. Per anni, associazioni ambientaliste, comitati civici e liberi cittadini si sono battuti strenuamente prima per salvare l’antenna e, dopo il suo doloroso abbattimento, per preservare l’integrità naturalistica e storica dell’intera area.
A queste realtà, che rappresentano la coscienza critica di Caltanissetta, va un appello accorato, non c’è tempo da perdere, se la politica fa finta di non sapere o sonnecchia, spetta proprio a chi ha a cuore il territorio farsi promotore di una forte azione di pressione nei confronti di Palazzo del Carmine.
È necessario sollecitare immediatamente Sindaco, giunta e tutti i consiglieri comunali affinché venga predisposto e votato con urgenza un atto di indirizzo o una proposta di delibera volta all’acquisto immediato del sito di Sant’Anna, chiedendo, come per il Parco Dubini, un consiglio comunale monotematico aperto.
I consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, sono chiamati anche loro ad una scelta ben precisa e mirta.
Permetteranno che l’ex area Rai diventi l’ennesimo monumento al degrado o alla cementificazione privata, o decideranno finalmente di investire sul benessere collettivo, sul verde pubblico e sulla memoria storica della città?
Il tempo stringe. L’annuncio immobiliare è online e i privati si muovono.
La politica nissena dimostri, per una volta, di saper guardare al futuro dei suoi cittadini.
Il Comune compri l’area di Sant’Anna senza se e senza ma. Ad Maiora
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