Tra la mini-proroga del taglio delle accise sul gasolio e le ipotesi di aiuti mirati ai soli redditi bassi, il centrodestra si spacca di nuovo. Resta irrisolto il nodo delle coperture, mentre Forza Italia alza il muro sulla tassazione degli extraprofitti.
La spinta del controesodo estivo porta con sé il conto salato del pieno al distributore. Di fronte ai prezzi alla pompa sempre più pesanti per le tasche degli italiani, l’esecutivo corre ai ripari, ma con un fiato cortissimo: la proroga del taglio da 17 centesimi al litro sulle accise del solo gasolio scadrà tra pochi giorni (il 5 settembre), configurandosi come l’ennesima toppa temporanea. Nel frattempo, la riflessione sulle misure a medio-lungo termine rischia di trasformarsi in una nuova arena di scontro politico per i partiti di maggioranza.
L’ipotesi degli aiuti “selettivi”: buono benzina e interventi sui redditi
La linea che il Governo sembra orientato a seguire per il “dopo 5 settembre” abbandona il taglio generalizzato delle accise per virare su misure selettive. Tra le opzioni al vaglio ministeriale spiccano un bonus benzina per i lavoratori dipendenti a basso reddito (sulla scia delle ricariche della carta Dedicata a te) e agevolazioni specifiche dedicate alla filiera del trasporto merci (furgoni e tir).
Una soluzione che, tuttavia, raccoglie severe perplessità da parte dei consumatori. Il Codacons ha già lanciato l’allarme: trasformare un’emergenza trasversale in un intervento assistenziale slegato dai prezzi listino rischia di lasciare sguarnita la gran parte degli automobilisti e la classe media, alimentando un effetto domino su tutta la catena dei prezzi al dettaglio.
La spaccatura nella maggioranza: il nodo reddito e la crociata sugli extraprofitti
A complicare il quadro è soprattutto il mancato accordo interno al centrodestra. La proposta di parametrare i sostegni sul reddito individuale o familiare incassa lo stop di diversi settori della maggioranza, preoccupati che l’ISEE continui a penalizzare il ceto medio a vantaggio di platee troppo ristrette.
Ma la vera rissa politica esplode, ancora una volta, sull’individuazione delle risorse economiche. Per finanziare gli aiuti senza gravare sul bilancio pubblico, la Lega torna a premere per una tassa sugli extraprofitti a carico del settore bancario e delle grandi multinazionali dell’energia. Un’ipotesi contro cui si scaglia con decisione Forza Italia, ferma sulla posizione per cui le regole di un’economia di mercato non debbano prevedere interventi punitivi sugli utili aziendali.
Uno stallo che pesa sulle tasche dei cittadini
Tra veti incrociati sul deficit, rifiuti a tassare i profitti straordinari e bonus a geometria variabile, il Governo si ritrova a corto di opzioni. Senza una visione strutturale per calmierare i prezzi di gasolio e benzina, la transizione verso sconti selettivi rischia di tradursi in un netto ridimensionamento della tutela per la stragrande maggioranza dei contribuenti, lasciando impreparate le famiglie al rientro dalle vacanze.
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