L’impennata del costo del gasolio e la protesta a oltranza proclamata dagli autotrasportatori rischiano di travolgere l’intera mobilità pubblica in Sicilia. Quella che era nata come una mobilitazione del settore merci si sta trasformando in un vero e proprio corto circuito per il trasporto pubblico locale e regionale, mettendo a serio rischio gli spostamenti quotidiani di studenti, lavoratori e pendolari.
Depositi a secco e rifornimenti a rilento
A lanciare l’allarme è Anav Sicilia (l’associazione che raggruppa le imprese private di trasporto viaggiatori in concessione): i depositi aziendali e le stazioni di rifornimento stanno esaurendo le scorte di carburante a causa del mancato arrivo delle autobotti.
I primi segnali di sofferenza si sono registrati sul finire della settimana, ma le prossime ore saranno quelle decisive. Senza un ripristino immediato delle consegne di gasolio, molte aziende non saranno in grado di garantire le normali percorrenze e saranno costrette ad applicare tagli drastici alle corse o a sospendere i servizi di linea.
La morsa dei presidi e dei blocchi stradali
Oltre all’effettiva carenza di gasolio nei serbatoi, a pesare sulla tenuta del sistema di trasporto sono i presidi e i rallentamenti stradali creati lungo le arterie principali dell’Isola e nei punti nevralgici (porti e snodi viari).
I collegamenti extraurbani e urbani rischiano di subire:
- Incroci e ritardi a catena: Allungamento sproporzionato dei tempi di percorrenza e salto delle fermate programmate.
- Stop forzato dei bus: Difficoltà oggettiva nei tragitti a lunga percorrenza per il pericolo di rimanere bloccati lungo le statali o le autostrade siciliane.
Le richieste del settore e lo stallo istituzionale
La protesta del comparto autotrasporto punta il dito contro i prezzi insostenibili del gasolio, gli oneri ambientali e i ritardi nell’erogazione dei contributi regionali e statali destinati a mitigare i costi dell’insularità.
Nonostante l’apertura di tavoli istituzionali a livello regionale e nazionale, molte imprese sottolineano come le spese per il carburante debbano essere saldate quotidianamente e per intero, rendendo insostenibile la prosecuzione delle attività senza un intervento di sollievo immediato (come il taglio delle accise o sblocchi finanziari diretti).
Le prospettive per i prossimi giorni
Le prossime ore saranno determinanti per capire se si sbloccherà la catena di distribuzione del carburante. In assenza di garanzie sulle forniture, il trasporto su gomma nell’Isola affronterà una vera e propria paralisi logistica, lasciando a piedi migliaia di cittadini e aggravando le tensioni già presenti nella filiera agroalimentare e del commercio.
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