Il trasferimento del Centro per l’Impiego (CpI) di Caltanissetta si sta trasformando in un’operazione monca che, paradossalmente, non porterà i benefici economici sperati.
Nonostante l’acquisizione della nuova sede nel centro storico, le casse pubbliche continueranno a essere gravate dai costi di locazione: un trasloco parziale che sa di beffa.
Uffici sdoppiati e affitti confermati
Il nodo della questione è emerso chiaramente durante l’incontro in Prefettura tra l’amministrazione comunale, i dipartimenti regionali e le sigle sindacali Fp Cgil e Cobas-Codir.
Contrariamente alle previsioni iniziali, non tutto il personale si sposterà nei locali dell’ex Banca San Michele in corso Umberto.
Una parte consistente infatti dei dipendenti rimarrà operativa negli storici uffici di via Sallemi.
Di conseguenza, l’amministrazione potrà disdire solo il suo contratto di locazione, quello via Salvo D’Acquisto, mentre i locali di via Sallemi rimarranno a carico della Regione siciliana.
Attualmente i la sede di via D’Acquisto, per il Centro per l’impiego costa oltre 50.000 € all’anno.
Apprendiamo che se dal lato via D’Acquisto, il trasferimento produrrebbe un risparmio di affitto, da lato via Sallemi la Regione continuerà a pagare, come fattoci correggere dall’ass. Depopolo.
Inoltre in centro non ci saranno 70 dipendenti, come ripetuto più volte, quando verranno trasferiti gli attuali presenti in via D’Acquisto sarebbero solo in 27.
E ci sono le criticità sollevate dai sindacati
Il sit-in di protesta davanti alla Prefettura ha dato voce a dubbi che non riguardano solo la logistica, ma anche la legittimità finanziaria dell’operazione. I rappresentanti dei lavoratori hanno messo nel mirino diversi punti oscuri:
–Fondi PNRR: È stata contestata l’incoerenza tra le linee di finanziamento utilizzate e le reali finalità di potenziamento dei Centri per l’Impiego.
-Sicurezza e Accessibilità: Restano forti dubbi sulla funzionalità degli spazi dell’ex banca, ritenuti da molti non idonei a garantire salubrità e piena accessibilità per l’utenza e i lavoratori.
–Trasparenza: I sindacati mantengono le perplessità su un avviso pubblico apparso fin troppo “stringente”.
Rogito a giugno, ma la protesta non si ferma
Nonostante le polemiche, la macchina burocratica tira dritto. I tecnici comunali hanno confermato che il rogito per l’acquisto dell’immobile dalla Bcc “Toniolo e San Michele” verrà firmato entro metà giugno.
Tuttavia, la prospettiva di una gestione frammentata su due sedi, con il mantenimento dei costi fissi di affitto in via Sallemi, non convince affatto le parti sociali e smentisce in parte la narrazione.
Lo stato di agitazione dei dipendenti rimane attivo, la battaglia per una sede unica, funzionale e realmente a costo zero per la collettività è tutt’altro che conclusa.
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