Il ministro delle Infrastrutture sfrutta i disagi allo scalo di Fontanarossa per difendere il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Incassa l’appoggio di La Russa, ma dalle associazioni pro-Ponte arriva il pressing: «Serve un cronoprogramma chiaro e trasparente».
L’ennesima paralisi dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, causata dalle emissioni di cenere dell’Etna, riaccende il dibattito politico sulle infrastrutture del Mezzogiorno. A cogliere l’occasione per spingere sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, intervenuto al dibattito degli «Incontri al Caffè» durante il Festival della Versiliana a Marina di Pietrasanta.
Le dichiarazioni e le scadenze autorizzative
Nel corso del suo intervento, il leader della Lega ha legato direttamente i blocchi della mobilità aerea siciliana alla mancanza di un collegamento viario e ferroviario continuo con il continente:
«Se ci fosse un ponte sullo Stretto, quelle centinaia di persone sequestrate a Catania sarebbero già tornate alle loro destinazioni. Sul vulcano posso fare poco, sul ponte di più».
Salvini ha poi tracciato il percorso istituzionale atteso nei prossimi mesi. Il passaggio cruciale è previsto per l’autunno, quando è atteso il pronunciamento della Corte dei Conti. Se arriverà il via libera contabile, il piano del ministero prevede l’apertura dei cantieri entro la fine dell’anno. Un obiettivo che per il ministro rappresenta una vetrina per l’intero Paese: «La più grande opera pubblica in progettazione in Occidente restituirà prestigio all’ingegneria italiana nei prossimi cinquant’anni», ha sottolineato a margine dell’evento.
Il sostegno istituzionale e le richieste di garanzia
A supporto della linea del ministero si è espresso anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il quale ha ribadito come le criticità registrate a Catania dimostrino l’utilità strategica dell’opera per contrastare l’isolamento geografico e sostenere l’attrattività turistica ed economica dell’isola.
Dalla società civile e dai comitati territoriali arrivano però sollecitazioni per trasformare gli annunci in impegni misurabili. Simone Veronese, presidente dell’Associazione amici del ponte dello Stretto, pur accogliendo con favore la determinazione politica, ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture massima trasparenza sui passaggi operativi:
- Trasparenza procedurale: richiesta di pubblicare un cronoprogramma dettagliato che indichi scadenze mensili, competenze amministrative e passaggi ancora da completare.
- Sicurezza e controlli: rigore assoluto sulle verifiche tecniche legate a sismicità, faglie, stabilità delle fondazioni e resistenza ai venti, senza scorciatoie burocratiche.
- Obiettivo 2026: avvio effettivo e verificabile dei lavori entro l’anno in corso.
La partita si sposta ora sul tavolo delle verifiche contabili e amministrative dell’autunno, dal cui esito dipenderà il passaggio dalle fasi progettuali all’effettiva apertura dei cantieri.
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