La verifica formale sui valore è storica, mai usata prima. Esn rischia la revoca dello status giuridico e la sospensione dei fondi
Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo ha approvato a larga maggioranza la richiesta di attivare una verifica formale sul rispetto dei valori fondamentali dell’Unione da parte del partito politico europeo ‘Europa delle Nazioni Sovrane’ (Esn), il gruppo di estrema destra nato attorno ai tedeschi di Alternative für Deutschland (AfD) e di cui fa parte anche l’italiano Futuro Nazionale, di Roberto Vannacci.
La decisione dell’aula, votata nella giornata di martedì, accoglie la notifica formale trasmessa dall’Autorità indipendente per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (Appf), che ha riscontrato elementi concreti idonei a gettare seri dubbi sulla compatibilità dell’azione del movimento con i principi sanciti dai trattati. È la prima volta in assoluto che le istituzioni comunitarie attivano questo meccanismo di controllo democratico da quando, a fine 2025, sono entrate in vigore le nuove regole restrittive sul finanziamento e la trasparenza dei partiti transnazionali.
La delibera approvata dai deputati impegna l’autorità di vigilanza Appf ad avviare un’indagine approfondita sulle dichiarazioni pubbliche, sul materiale di propaganda e sulle attività politiche dei partiti membri della galassia Esn, focalizzandosi su prove documentali relative a posizioni antisemite, xenofobe e contrarie ai diritti delle minoranze e della comunità Lgbtq+. Se l’indagine indipendente dovesse confermare la violazione sistematica dei valori dell’Articolo 2 del Trattato Ue – tra cui la dignità umana, la democrazia e lo Stato di diritto – il partito europeo Esn e la sua fondazione collegata rischierebbero la revoca immediata dello status giuridico europeo e il congelamento di fondi pubblici, stimati in circa tre milioni di euro.
Dal canto suo, la leadership del partito Esn ha respinto con forza le accuse tramite una nota ufficiale, parlando di un’iniziativa meramente politica volta a sanzionare finanziariamente le voci che sfidano il mainstream europeo e a limitare la libertà di espressione dei propri elettori.
“I soldi dei contribuenti europei non possono essere utilizzati per finanziare chi attacca quotidianamente le nostre istituzioni democratiche e promuove l’odio razziale o l’intolleranza”, hanno commentato gli esponenti della maggioranza europeista subito dopo il voto. L’Autorità Appf disporrà ora dei tempi tecnici necessari per completare l’esame della documentazione, garantendo il diritto di difesa ai rappresentanti di Esn prima di formulare una decisione definitiva.
L’esito della procedura, che rappresenta un precedente storico per la governance dei partiti comunitari, sarà trasmesso al Consiglio dell’Ue e alla Commissione per l’adozione delle eventuali sanzioni amministrative e finanziarie definitive.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it di Alessio Pisanò
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