L’inchiesta giudiziaria legata al maxi-progetto infrastrutturale del Ponte sullo Stretto di Messina compie un nuovo passo formale. La Procura di Roma ha delegato i Carabinieri del Ros per l’esecuzione di un ordine di esibizione e acquisizione documentale nei confronti di snodi istituzionali chiave, tra cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), il Dipe/Cipess, la società Stretto di Messina e il consorzio Eurolink.
L’operazione dei Carabinieri del Ros
L’attività investigativa odierna si inserisce nel solco di un’indagine per corruzione che punta a fare piena luce sulle procedure amministrative, sui flussi economici e sulle cifre legate al progetto. I pubblici ministeri capitolini hanno focalizzato l’attenzione sugli atti contabili e procedurali, con l’obiettivo di passare al setaccio i vari passaggi autorizzativi.
Secondo quanto trapelato, questa nuova fase d’indagine fa seguito alle precedenti perquisizioni e sequestri di dispositivi elettronici (smartphone e device) scattati nei mesi scorsi. Gli inquirenti puntano ad analizzare nel dettaglio la mole di documenti prelevata dagli uffici ministeriali e dalle società coinvolte, un’attività che potrebbe portare a nuovi sviluppi e potenziali iscrizioni nel registro degli indagati.
La posizione istituzionale
Dal canto loro, le amministrazioni coinvolte hanno assicurato la massima collaborazione. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha tempestivamente precisato che tutti gli uffici interessati dall’ordine d’esibizione si sono resi immediatamente disponibili nei confronti degli investigatori per consegnare gli atti richiesti dalla magistratura.
L’inchiesta continua così a muoversi su un doppio binario: da un lato l’iter tecnico-amministrativo che vede la discussione delle delibere e dei pareri finanziari e contabili (in vista dei passaggi formali previsti con gli organi di controllo); dall’altro il faro della giustizia penale, che prosegue i propri accertamenti per verificare la correttezza e la trasparenza di ogni fase procedurale.
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