La spinta dei prezzi al consumo torna a farsi sentire con forza in Italia. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat relative al mese di settembre, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un incremento dello 0,7% su base mensile e un’accelerazione su base annua al +4,2%, in deciso aumento rispetto al +3,3% rilevato nel mese di agosto.
Per ritrovare un livello d’inflazione tendenziale più elevato occorre risalire a tre anni fa: a settembre 2023 l’indice aveva infatti raggiunto il 5,3%.
La trazione degli energetici
A guidare la nuova fiammata inflazionistica è ancora una volta il comparto energetico. L’Istat evidenzia come l’andamento generale dei prezzi continui a risentire pesantemente dell’impennata dei beni energetici, la cui crescita annua passa dal +17,1% del mese scorso al +22,3% di settembre, confermandosi la principale componente di pressione sui bilanci delle famiglie e sui costi di produzione dell’industria.
Cede il clima di fiducia: giù consumatori e aziende
L’impatto del carovita si riflette in modo diretto sul morale di cittadini e tessuto produttivo. Nel mese di settembre si registra un deterioramento diffuso del clima di fiducia:
- Consumatori: L’indice scende da 94,5 a 91,2 punti.
- Imprese: L’indicatore composito cala da 97,0 a 95,9 punti, interrompendo un ciclo positivo che durava da tre mesi consecutivi.
L’Istituto di statistica rileva inoltre come, per quanto riguarda le famiglie, la dinamica dei saldi sconti parzialmente alcune riorganizzazioni tecniche della rete di rilevazione; al netto di tali correttivi, il peggioramento del clima economico appare ancor più marcato.
Quadro di sintesi (Dati Istat – Settembre)
| Indicatore | Dato Attuale | Dato Precedente | Variazione |
| Inflazione annua (NIC) | +4,2% | +3,3% | +0,9% |
| Inflazione mensile (NIC) | +0,7% | — | — |
| Beni Energetici (su base annua) | +22,3% | +17,1% | +5,2% |
| Fiducia Consumatori | 91,2 | 94,5 | -3,3 pt |
| Fiducia Imprese | 95,9 | 97,0 | -1,1 pt |
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