Il 9 e 10 maggio donne provenienti da Albania, Libano, Turchia, Italia e Libia si sono riunite a Siracusa, animate da un comune desiderio di cambiamento, per dare vita alla rete delle donne della Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo.
Frutto delle attività del gruppo Ruolo centrale della donna, uno dei 12 gruppi di lavoro della Convenzione dei diritti nel Mediterraneo sottoscritta a Palermo nel 2022 da rappresentanti di associazioni e istituzioni di 19 Paesi, questa rete nasce dalla volontà comune di costruire un Mediterraneo di pace, diritti e uguaglianza, ridefinendo la narrazione femminile attraverso le voci delle donne stesse.
Un’alleanza che segna una svolta nella cooperazione femminile mediterranea, in un momento storico in cui il silenzio non è più un’opzione. Le partecipanti hanno scelto di unire le proprie voci e le proprie storie per testimoniare la libertà di scegliere, di narrarsi, di determinarsi, di esserci. A partire dalle radici comuni e da valori che trascendono ogni confine, chiedono un Mediterraneo rinnovato attraverso la solidarietà e l’emancipazione femminile, dando vita ad una rete capace di incidere profondamente sulle politiche e sulle pratiche sociali dell’area.
La prima giornata presso la Biblioteca Elio Vittorini è stata dedicata alla comunicazione non verbale e alla progettazione. Sulla base dei principi condivisi, come la costruzione della pace e del dialogo interculturale, l’affermazione dell’uguaglianza e dei diritti, la narrazione autentica e libera da stereotipi, la solidarietà senza frontiere, queste sono le proposte emerse dai gruppi di lavoro: – il progetto di una Rete antiviolenza mediterranea, un organismo transnazionale che permetta alle donne di accedere a protezione e supporto, che faciliti anche lo scambio di pratiche efficaci e informazioni; – ridefinizione della narrazione femminile, da restituire allo sguardo delle donne al di là di ogni pregiudizio culturale; – riconoscimento del potere trasformativo delle arti e del dialogo interdisciplinare, come veicolo privilegiato di resistenza e autocoscienza, attraverso l’organizzazione di iniziative di comunità, di festival e interscambi culturali; – istituzione di una Giornata delle donne mediterranee; – creazione di una Biblioteca digitale del Mediterraneo che preservi la memoria collettiva femminile e sia strumento di conoscenza e riaffermazione; – la promozione di banche del tempo locali, come servizio di sollievo al carico femminile che
favorisca l’accesso al mondo del lavoro e lo scambio di competenze; – organizzazione di una staffetta che metta in condivisione strumenti e metodi efficaci per lo sviluppo sociale e il contrasto alla violenza e alle discriminazioni.
Nel corso della seconda giornata, presso l’Urban Center, è stata presentata alla città la Convenzione dei diritti nel Mediterraneo. Presenti le rappresentanti di realtà cittadine attive nella tutela dei diritti delle donne.
Particolarmente toccante è stata la proiezione del film Transborder Rape (Stupro transfrontaliero) della rete Observatory of Gender in Crisis, che ha restituito a un pubblico profondamente turbato l’urgenza di rompere i silenzi e le connivenze, nel rispetto dei diritti umani universali.
L’iniziativa, realizzata con il sostegno della Regione siciliana, Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, ed i patrocini del Libero Consorzio e del Comune di Siracusa – programma Siracusa Cittá Educativa, e curata in particolare dal Cantiere archimedeo dell’associazione Un’altra storia, si inquadra tra le iniziative organizzate per diffondere i valori della Convenzione dei diritti nel Mediterraneo.
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