Caltanissetta 401
  • Home
  • Cronaca
    • Cronaca Internazionale
  • Politica locale
    • Politica
  • Rassegna stampa
    • Economia e Finanza
    • Riflessioni
    • Riceviamo e pubblichiamo
  • Cultura ed Eventi
    • Concorsi
    • Scuola
    • Tecnologia
  • Sport
  • Altro
    • Dalla provincia e dintorni
    • Ricette tipiche
    • Salute & Benessere
    • Meteo
Reading: L’etica del silenzio e il coraggio della rottura: Non si può “salvare” chi non vuol “salvarsi”
  • Seguici
Font ResizerAa
Caltanissetta 401Caltanissetta 401
Cerca
  • Home
  • Chi siamo
  • News
    • Cronaca
    • Politica locale
    • Cultura ed Eventi
    • Sport
    • Rassegna stampa
    • Salute & Benessere
    • Riceviamo e pubblichiamo
    • Dalla provincia e dintorni
Follow US
© Caltanissetta401 | Realizzato da Creative Agency
Caltanissetta 401 > News > Riflessioni > L’etica del silenzio e il coraggio della rottura: Non si può “salvare” chi non vuol “salvarsi”
Riflessioni

L’etica del silenzio e il coraggio della rottura: Non si può “salvare” chi non vuol “salvarsi”

Last updated: 21/04/2026 13:47
By Sergio Cirlinci 175 Views 6 Min Read
Share
SHARE

C’è un limite oltre il quale il silenzio smette di essere prudenza e diventa complicità.

Quel limite, nella nostra società, è stato superato da tempo. Le cronache recenti, da Roma a scendere, che oscillano tra condanne, rinvii a giudizio, dimissioni chieste e minacce rivolte a chi osa criticare i “feudi” politici, delineano il profilo di una comunità “malata” di opportunismo e stanchezza morale.

Ma il vero nodo della questione non risiede solo nelle stanze dei bottoni o nelle aule di tribunale, risiede nella testa dei cittadini.

Se vogliamo davvero uscire da questa spirale, non basta una “pulizia” politica o un cambio di poltrone. Serve una bonifica delle coscienze.

Prendiamo il caso di chi, si difende sbandierando l’assenza di condanne penali. La linea difensiva è tecnicamente legittima, ma politicamente insufficiente.

Esiste una dimensione che precede il codice penale ed è quella dell’opportunità istituzionale.

Un rappresentante del popolo non ha solo il dovere di essere onesto, ma ha l’obbligo morale di apparire al di sopra di ogni sospetto. Quando la difesa personale oscura la responsabilità pubblica, quando si evita di affrontare l’impatto che certe vicende hanno sulla credibilità delle istituzioni, si lancia un messaggio devastante, quello che il potere è un fatto privato, e l’immagine dello Stato e delle istituzioni che si rappresentano diventa un dettaglio trascurabile.

Questa ambiguità trova terreno fertile in una cittadinanza che sembra aver smarrito la bussola.

Viviamo infatti in un contesto dove la prepotenza è stata elevata a virtù e la correttezza è derisa come ingenuità.

Ma il tratto più inquietante è la capacità collettiva di fare finta.

Facciamo finta di non vedere come i diritti vengano erosi, accettiamo che chi ha pesanti precedenti torni a gestire il consenso, protetto da claque che dovrebbero essere le prime ad allontanarlo, giustifichiamo l’ingiustificabile per spirito di appartenenza o, peggio, per convenienza.

In questa terra “bella e amara”, il cinismo del “ma a mi cu micci porta” e del “pari mali” sono diventati la condanna dei giusti.

Qual è l’insegnamento che stiamo lasciando alle nuove generazioni?

Stiamo dicendo loro che l’onestà non paga, che la furbizia, l’arroganza e la prevaricazione valgono più dello studio e che il “potente” rimarrà tale anche dopo aver usato lo “smacchiatore”.. che lascia comunque spesso l’alone.

Come anche le minacce subite da chi critica candidati “eccellenti” in certi territori, che viene paragonato a un collaboratore di giustizia solo per aver espresso un’opinione, dimostrano che una certa mentalità è ancora il substrato di gran parte della nostra vita pubblica.

Di fronte a questo scenario, la politica del “comunicato stampa di solidarietà” o di “presa di posizione” sono diventati un rito quasi stanco e, anche se giustissimi, sono molto spesso inutili.

Non basta più scrivere righe di sdegno, chi si oppone davvero a questo modo di intendere la cosa pubblica, che sia esso un cittadino, un politico o un’associazione, deve avere il coraggio di compiere azioni, sempre nel rispetto delle leggi, eclatanti.

Servono gesti di rottura che facciano rumore.

Prendere ad esempio apertamente le distanze dai propri schieramenti quando questi scelgono la strada dell’ambiguità, o manifestare il dissenso con azioni che obblighino l’opinione pubblica a riflettere, guardarsi allo specchio e isolare socialmente e politicamente chiunque non garantisca una discontinuità netta con certi contesti opachi.

Senza uno scatto d’orgoglio collettivo, senza il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, senza sconti e senza paura, la rassegnazione sarà la nostra condanna definitiva.

La salvezza non è la fuga, il far finta di nulla o peggio il giustificare, ma la capacità di restare e dire “no”, con una fermezza tale da rendere l’omertà finalmente fuori moda.

Ma siamo disposti a rischiare oggi per non dover continuare a piangerci addosso domai? Ad Maiora

——————

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o

Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

You Might Also Like

La Politica degli “invitati”: Quando la competenza lascia il posto al favoritismo. “La persona giusta nel ruolo giusto”

Matteo Salvini e la sua Lega: una storia di dichiarazioni controverse e di avvicinamento al Sud, tra accoglienza e adesioni

Caltanissetta, la “Bellezza Sfregiata”: Quando il Centro Storico diventa un cimitero di pietra e di promesse infrante

Caltanissetta: 2025, cosa aspettarsi per la città, dai cittadini e dalla politica

“Tanti tuoni e lampi, ma poca pioggia”. Il Consiglio Comunale di Caltanissetta denuncia Siciliacque alla Procura, ma i cittadini chiedono venga fatta chiarezza anche su Caltaqua ed altro

TAGGED:Riflessione
Share This Article
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copy Link Print
Caltanissetta 401
Direttore responsabile 
Sergio Cirlinci

93100 Caltanissetta (CL)

redazione@caltanissetta401.it
P:Iva: 01392140859

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura ed Eventi
  • Politica locale
  • Rassegna stampa
  • Sport

Categorie

  • Concorsi
  • Dalla provincia e dintorni
  • Finanza
  • Giovani e Università
  • Sanità

Link utili

  • Chi siamo
  • Privacy & Cookie Policy

Caltanissetta 4.0.1 è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.03/2024 del 21/08/2024. | Realizzato da Creative Agency

Username or Email Address
Password

Lost your password?