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Lettera aperta al Sindaco Walter Tesauro: il coraggio di un passo indietro per salvare Caltanissetta

Last updated: 26/05/2026 14:22
By Sergio Cirlinci 414 Views 8 Min Read
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Nota del direttore responsabile

Al Sindaco di Caltanissetta, avv. Walter Tesauro

Signor Sindaco,

C’era una volta la promessa del cambiamento, della rinascita, del “voltiamo pagina” e del “abbiamo le ricette in tasca”.

Oggi, a Caltanissetta, di quel racconto elettorale non restano che le macerie

Basta farsi un giro per le strade del capoluogo per capire che il “modello” che la giunta da Lei guidata sta offrendo alla città è solo quello dell’immobilismo più sterile, condito da un pizzico di arroganza istituzionale e risposte al vetriolo che rendono il tutto ancor più indigesto, in totale e drammatico contrasto con le aspettative della vigilia.

Mentre i cittadini fanno i conti con una quotidianità indegna di un paese civile, che ci vede ultimi nelle classifiche della qualità della vita, tra buche che sembrano crateri, cumuli di spazzatura e un totale abbandono del centro storico e di alcune periferie, dentro Palazzo del Carmine va in scena il teatro dell’assurdo. Assistiamo a continui annunci che lasciano intendere che tutto vada per il meglio e che prestissimo la città rinascerà.

A sentir Voi, la maggioranza è “unita, coesa e proiettata verso il futuro”. Ma chiunque mastichi un minimo di politica o legga tra le righe, sa bene che quella della Sua Giunta e della coalizione non è serenità, è uno stato di ipnosi indotta dal terrore di perdere la poltrona, faticosamente conquistata. Dietro i sorrisi di facciata e le strette di mano strategiche, il clima all’interno dell’esecutivo è un “Vietnam” politico.

I continui attacchi frontali degli “ex”, silurati o marginalizzati per fare spazio ai nuovi equilibri di potere o per non condivisione di prese di posizioni , non sono normali scaramucce. Sono vendette a freddo che svelano la fragilità di una coalizione nata inizialmente su un progetto di città, ma oggi diventata un mero accordo di spartizione.

Le riunioni di giunta e di maggioranza non servono a deliberare sul futuro dei quartieri, ma a sedare i malumori di questo o quel consigliere, che alza il prezzo giusto per non far mancare il numero legale. Un “ricatto” continuo che rischia di paralizzare l’azione amministrativa.

A dare il colpo di grazia a un quadro già desolante è arrivato il recente terremoto giudiziario che ha travolto l’ex onorevole Michele Mancuso e Lorenzo Tricoli. Al di là degli sviluppi processuali, sui quali questa Direzione rimane fermamente garantista, l’impatto politico sulla Sua Giunta è stato devastante. La successiva, immediata presa di distanze da Mancuso ha innescato una violentissima spaccatura fratricida all’interno di Forza Italia, partito che della Sua coalizione doveva essere la colonna portante.

Questa “guerra civile” all’interno della stessa compagine azzurra sta producendo il peggiore degli effetti collaterali. L’amministrazione comunale si ritrova infatti improvvisamente priva di una sponda solida e di un forte sostegno, tanto a livello politico locale quanto, soprattutto, nelle stanze dei bottoni della Regione Siciliana. Con un partito di riferimento polverizzato e distratto dalle proprie faide interne, la Sua giunta è di fatto isolata, trovando enormi difficoltà nel portare avanti i progetti annunciati in campagna elettorale.

Uno su tutti il discorso del Policlinico, sul quale è calato il silenzio più assoluto, così come sul battere i pugni a Palermo per ottenere risorse e risposte per una Caltanissetta agonizzante.

A questo proposito, Sindaco Tesauro, ha notato che a Enna è stato eletto Crisafulli? Saremo mica tacciati di essere “disfattisti, ipercritici o detrattori” se Le facciamo notare che a breve farà il Policlinico, argomento da noi ormai cancellato?

Se da un lato le opposizioni chiedono le Sue dimissioni un giorno sì e l’altro pure, ma quello è il gioco delle parti, il vero punto non solo le risposte date dal Lei, ma la svolta dovrebbe essere, semmai, un sussulto di orgoglio da parte Sua.

Perché continuare a governare in queste condizioni? Perché lasciare che si racconti una favola che non trova alcun riscontro nella realtà? Per farsi logorare giorno dopo giorno da una maggioranza che La ossequia in pubblico e La pugnala nelle stanze segrete?

Non vorremmo pensare che questa Sua resistenza non sia proprio tutta farina del Suo sacco, ma sia voluta da chi magari vuole mettersi in bella vista o mira ad aumentare il numero dei consensi del proprio partito e personali in vista delle prossime amministrative.

Dimettersi spontaneamente oggi non sarebbe un atto di codardia, ma l’unico gesto politico nobile rimasto a disposizione del Primo Cittadino.

Chi La conosce sa bene che Lei è un “bravo ragazzo”… prestato alla politica. Dimettersi sarebbe un modo per dire: “Io non ci sto a fare il parafulmine dei vostri appetiti poltronari e delle vostre faide interne mentre la città affonda…io ho una mia faccia più di tutti”.

Staccare la spina sarebbe un atto di onestà politica che molti cittadini apprezzerebbero, prima che il degrado e l’isolamento diventino irreversibili.

L’ultimo “appello” temporale ed è la mozione che sarà discussa il prossimo 18 giugno in Consiglio Comunale per salvare la collina Sant’Anna, dopo l’abbattimento dell’Antenna. Un’occasione che potrebbe almeno scongiurare una sicura speculazione.

Caltanissetta non ha bisogno di un Sindaco ostaggio della sua stessa maggioranza. Ha bisogno di una guida.

Se Lei non è in grado di fornirla, o se i Suoi stessi alleati, dilaniati dalle spaccature, non glielo permettono, abbia il coraggio di rimettere il mandato. Perché governare significa risolvere i problemi dei cittadini, non quelli di tenuta della propria e delle altrui poltrone.

In conclusione, ci sia consentito precisare che nessuno in città ama o odia nessuno; si pretende, semmai. E visto che il rapporto tra noi cittadini e gli eletti è di natura strettamente rappresentativa e fiduciaria, ci pare il minimo che Vi si facciano notare quelle cose che probabilmente nessuno Le dice perchè infastidisce, non solo la sua persona, ma sono tante le cose che non vanno e qualcuno il lavoro sporco di dirle deve pure farlo.

Con l’auspicio di una seria riflessione, che muove esclusivamente dal comune amore per la nostra città e dal profondo rispetto per il ruolo che ricopre.

Questo giornale sarà sempre pronto a dare spazio e risalto a ogni iniziativa che vada in questa direzione, senza alcuna pretesa di dare lezioni, ma con il solo spirito di una critica leale e costruttiva. Ad Maiora

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