Sarà il suggestivo scenario del Lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria a fare da sfondo, il prossimo venerdì 5 giugno alle ore 10:00, alle celebrazioni solenni per il 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.
La scelta della città dello Stretto per ospitare la principale cerimonia militare a livello nazionale sottolinea la forte vicinanza dell’Istituzione al territorio. Quest’anno, l’evento si carica di un valore simbolico ancora più profondo: la ricorrenza si inserisce infatti nel quadro delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica Italiana, siglando un legame indissolubile tra la storia del Paese e quella della Benemerita, da sempre al servizio dei cittadini e delle istituzioni democratiche.
Autorità e schieramenti sul Lungomare Falcomatà
Davanti alle acque dello Stretto sfileranno i Reparti rappresentativi di tutte le componenti organizzative dell’Arma. Alla cerimonia prenderanno parte le massime cariche istituzionali, civili e militari.
–Presenze di Governo: È confermata la partecipazione della Premier Giorgia Meloni, che assisterà alla sfilata dei reparti prima di volare in Montenegro per impegni internazionali. Saranno inoltre presenti numerose autorità parlamentari e di governo.
–Vertici dell’Arma: A fare gli onori di casa ci sarà il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, affiancato da esponenti della Magistratura, autorità civili, religiose e militari.
Le disposizioni per la città: Per garantire la massima sicurezza e l’ordine pubblico nell’area dell’Arena dello Stretto e del lungomare, il Comune di Reggio Calabria ha già disposto limitazioni temporanee e lo sgombero di allestimenti esterni per le attività commerciali della zona dalle ore 06:00 alle ore 15:00 del 5 giugno.
Come seguire l’evento
Per i cittadini e gli appassionati che non potranno essere presenti fisicamente a Reggio Calabria, l’Arma garantirà la massima copertura dell’evento. La cerimonia militare sarà trasmessa in diretta streaming sul canale ufficiale YouTube dell’Arma dei Carabinieri. Sarà inoltre possibile seguire gli aggiornamenti in tempo reale sui canali social ufficiali utilizzando gli hashtag dedicati #carabinieri e #FestArma2026.
Le celebrazioni nazionali non si fermeranno in Calabria: dal 4 al 7 giugno verrà allestito il “Villaggio Arma” a Villa Borghese a Roma, mentre il 7 giugno si terrà a Piazza di Siena il tradizionale e spettacolare Carosello Storico del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo.
La nascita dei Carabinieri è legata a un momento di grande caos storico: la caduta di Napoleone e il ritorno dei vecchi sovrani sui propri troni (la Restaurazione).
La storia della nascita dell’Arma (1814)
La nascita dei Carabinieri non fu una semplice riorganizzazione di polizia, ma una vera e propria innovazione istituzionale, nata in uno dei momenti più caotici e di svolta della storia europea: il tramonto dell’era napoleonica e l’inizio della Restaurazione.
1. Il contesto storico: il ritorno del Re
Nel maggio del 1814, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, il re Vittorio Emanuele I di Savoia rientrò trionfalmente a Torino dall’esilio a Cagliari, riprendendo il possesso dei territori del Regno di Sardegna (Piemonte, Savoia, Nizza e Sardegna).
Il sovrano si trovò di fronte a una situazione drammatica: il territorio era infestato dal brigantaggio, le strade erano insicure, i reduci delle guerre vagavano senza controllo e i vecchi sistemi di sicurezza sabaudi erano stati completamente smantellati dai francesi. C’era un disperato bisogno di ordine, ma il re non voleva semplicemente ripristinare il passato: voleva qualcosa di più moderno ed efficiente.
2. L’ispirazione e il progetto
L’idea cardine fu quella di creare un corpo militare d’élite che avesse una doppia natura, una novità assoluta per l’epoca:
- Funzione militare: difendere lo Stato in caso di guerra (come soldati scelti).
- Funzione civile: vigilare quotidianamente sull’ordine pubblico, sulla sicurezza dei cittadini e sull’applicazione delle leggi (come forza di polizia).
Per realizzarla, i ministri del Re guardarono a quanto di buono aveva lasciato il modello francese (in particolare la Gendarmerie napoleonica), ma decisero di nazionalizzarlo e legarlo indissolubilmente alla dinastia sabauda. Il progetto definitivo fu redatto da una commissione di alti funzionari guidata dal Segretario di Guerra, il Generale Giuseppe Thaon di Revel di Sant’Andrea.
3. Le Regie Patenti del 13 luglio 1814
Il giorno ufficiale di nascita è il 13 luglio 1814. Quel giorno, Vittorio Emanuele I firmò a Torino le Regie Patenti (un decreto reale con valore di legge), il cui preambolo spiegava chiaramente l’obiettivo:
“Per ricondurre ed assicurare la massima tranquillità ed il buon ordine… abbiamo unito la massima sollecitudine a stabilire i mezzi più pronti e valevoli… a questo fine abbiamo stabilito la creazione di un Corpo di militari, distinti per buona condotta e saggezza, chiamati col nome di Corpo dei Carabinieri Reali…”
Il termine “Carabinieri” derivava direttamente dalla carabina, l’arma da fuoco corta che venne data in dotazione a questi militari per distinguerli dalla fanteria ordinaria (che usava i lunghi moschetti).
4. Reclutamento e severità: la nascita dell’élite
Per entrare nel neonato Corpo dei Carabinieri Reali i requisiti erano rigidissimi. Non si trattava di una leva obbligatoria, ma di una selezione severissima basata sul volontariato tra i migliori soldati dell’esercito piemontese. I candidati dovevano:
-Saper leggere e scrivere (una rarità per l’epoca).
-Avere una condotta morale e religiosa impeccabile.
-Avere un’altezza minima elevata e una robusta costituzione.
-Dimostrare massima fedeltà alle istituzioni.
Il primo organico era composto da circa 800 uomini, divisi tra Carabinieri a piedi e Carabinieri a cavallo. Vennero capillarmente distribuiti sul territorio attraverso le “Stazioni”, piccole caserme sparse anche nei paesi più isolati. Questo permise ai Carabinieri di diventare fin da subito il volto dello Stato più vicino al popolo.
5. L’Uniforme: i colori del mito
Fin dal 1814 fu studiata un’uniforme solenne e imponente, pensata per incutere rispetto e trasmettere l’autorità dello Stato. I colori scelti furono il turchino scuro (blu) per la giubba e i pantaloni, e il rosso turchino per i colletti e i paramani.
L’elemento più celebre divenne il cappello a due punte (il “lucerno”), sormontato da un pennacchio che originariamente era blu e d’inverno nero. Solo in seguito, nel 1833 con Carlo Alberto, il pennacchio assunse i famosi colori rosso e blu che vediamo ancora oggi nelle grandi cerimonie.
6. Il “Battesimo del fuoco” (1815)
Il Corpo dimostrò subito il suo valore militare l’anno successivo alla fondazione. Nel 1815, durante la campagna contro la Francia di Napoleone (fuggito dall’Isola d’Elba), i Carabinieri Reali affrontarono il loro primo combattimento l’8 luglio 1815 a Grenoble. Una carica dei Carabinieri a cavallo sbaragliò le truppe francesi, guadagnandosi il plauso dell’intero esercito e dando inizio alla leggenda militare dell’Arma.
Nota sulla Festa dell’Arma (5 Giugno)
Sebbene l’Atto di Fondazione sia del 13 luglio, l’Arma dei Carabinieri celebra la sua festa nazionale il 5 giugno. Questo perché il 5 giugno 1920 la Bandiera dell’Arma fu insignita della sua prima Medaglia d’Oro al Valor Militare, tributata per l’eroico e immenso contributo sacrificato dai Carabinieri durante tutta la Prima Guerra Mondiale.
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