Slitta alla prossima settimana la nomina della nuova giunta. Tra lo spettro della “questione morale”, il caso Faraoni e le spaccature interne alla DC, il Presidente cerca una tregua per evitare l’implosione della maggioranza.
Doveva essere il giorno della svolta, della nuova squadra pronta a giurare davanti all’Ars. Invece, i corridoi della Regione restano silenziosi. Il rimpasto di governo del Presidente Renato Schifani è stato ufficialmente rinviato alla prossima settimana. Il motivo? Una paralisi politica figlia dei conflitti interni ai partiti della coalizione, dove le correnti lottano per posizionarsi in vista delle prossime scadenze elettorali.
In casa Forza Italia, il nodo principale riguarda la Sanità. Le quotazioni di Daniela Faraoni sono in picchiata: i deputati azzurri la percepiscono troppo vicina alla Lega di Sammartino. Per l’ex manager dell’Asp di Palermo si ipotizza ora un futuro alla guida dell’ospedale Giglio di Cefalù.
Per sbloccare l’impasse e placare i veti incrociati tra i parlamentari, Schifani e il neo commissario Nino Minardo starebbero valutando una mossa tattica: puntare su un profilo tecnico, ma esplicitamente indicato dal gruppo parlamentare. Un “escamotage” che permetterebbe a Schifani di blindare anche Alessandro Dagnino all’Economia.
Clima teso anche nella Democrazia Cristiana. Il partito è spaccato tra l’asse Abbate-Pace-Auteri (sospettato di un imminente passaggio alla Lega) e chi preme per un nome fedelissimo. Nelle ultime ore sono risalite le quotazioni di Nuccia Albano per un ritorno al Lavoro, la stessa poltrona lasciata dopo i guai giudiziari di Cuffaro.
Tuttavia, il possibile ritorno della Albano sta sollevando malumori nella maggioranza. Con Elvira Amata (Turismo) e Luca Sammartino (Agricoltura) già sotto processo per corruzione, molti temono che una giunta così composta offra il fianco alle opposizioni sul tema della questione morale per tutta la prossima campagna elettorale.
Il Presidente ha deciso di non attendere oltre:
- Fratelli d’Italia: Schifani ha chiesto al commissario Luca Sbardella di confermare ufficialmente entro lunedì che non ci saranno cambi nei nomi meloniani, per non alterare i precari equilibri interni.
- DC: Ultimatum fissato per l’inizio della settimana: il nome del nuovo assessore deve arrivare entro martedì.
- MPA: Sembra confermata l’indicazione della gelese Valeria Caci per gli Enti Locali, mossa che aiuterebbe Schifani a risolvere il problema delle quote rosa.
Gli altri fronti: il ritorno di Castiglione e le nomine a Palermo
Sullo sfondo, si muovono altri pezzi del mosaico politico siciliano. Il ritorno in libertà del deputato MPA Giuseppe Castiglione potrebbe riaprirgli le porte dell’Ars, creando un caso con il suo sostituto Alessandro Porto, nel frattempo passato a FdI.
Proprio i meloniani, mentre a Palazzo d’Orleans tutto tace, hanno messo a segno la prima nomina culturale a Palermo: Eduardo De Filippis è il nuovo presidente della Fondazione Sant’Elia, segnale della volontà del partito di pesare sempre di più nella gestione dei poli museali della città.
La tregua armata durerà pochi giorni. Schifani cerca di mediare tra appetiti personali e stabilità politica, ma la strada verso la nuova giunta resta in salita, tra sospetti di tradimenti e l’ombra dei processi che pende su diversi componenti dell’esecutivo.
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