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Riflessioni

“Resilienza” lottare, non arrendersi mai e il ”Divide et impera”

Last updated: 19/06/2025 13:55
By Sergio Cirlinci 233 Views 7 Min Read
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“Resilienza”, capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. “Divide et impera”, ‘espressione latina che significa “dividi e comanda” o “dividi e conquista”

Resistere e lottare, non arrendersi mai contro tutto e tutti, avversità della vita e chi divide per comandare e conquistare.

Non sono due modi di uso comune, ma imperativi categorici che risuono oggi più che mai contro le avversità della vita e contro chi vuol dividere per comandare e conquistare sempre più pezzi di potere a discapito della collettività.

In un’epoca segnata da sfide personali e collettive, in cui le avversità della vita si intrecciano con una gestione politica spesso miope, la tentazione di cedere all’apatia e al disincanto è forte.

Ma è proprio in questi momenti che dobbiamo riscoprire e tirar fuori nuove forze della resilienza, la determinazione a non arrenderci e piegarci, non solo per noi stessi, ma per chi verrà dopo di noi.

Ogni giorno, ognuno di noi si trova a fronteggiare ostacoli, delusioni, amarezze e dolori, dai piccoli problemi quotidiani alle grandi tragedie che possono sconvolgere un’esistenza.

È facile in questi momenti sentirsi sopraffatti, scoraggiati, persi, delusi o amareggiati, ma è proprio in questi momenti bui che spesso si annida la scintilla più potente, la speranza, “Spes ultima dea”, la speranza come ultima dea…si può sempre sperare fino all’ultimo.

Una speranza attiva, che si alimenta della consapevolezza che ogni caduta può essere un’opportunità per rialzarsi più forti, per imparare, e per crescere.

Abbracciare la speranza significa trasformare le ferite in cicatrici che raccontano una storia di superamento, di coraggio, significa credere che, anche quando tutto sembra perduto, un nuovo inizio è sempre possibile.

Le difficoltà personali si sommano spesso a un contesto sociale e politico che sembra allontanarsi sempre più dai bisogni reali dei cittadini.

Decisioni scellerate, interessi di parte che prevalgono sul bene comune, una crescente disillusione verso chi dovrebbe rappresentarci al meglio.

Tutto ciò alimenta un senso di impotenza, di sfiducia che può facilmente degenerare in apatia.

Ed è proprio su questa apatia che i “forti”, coloro cioè che perseguono i propri interessi a discapito della collettività, spesso trovano terreno fertile per i loro “affari” e si fanno sempre più “forti”.

Vogliono vederci stanchi, disillusi, disinteressati, perché un popolo diviso e distratto è più facile da manipolare…appunto, “dividi et impera”.

Ma è qui che dobbiamo riscoprire il nostro potere collettivo, la vera forza.

Non possiamo permettere che l’indifferenza prenda il sopravvento, la partecipazione, l’impegno civico, la richiesta di trasparenza e responsabilità non sono optional, ma nostri doveri inevitabili.

Non basta solo lamentarsi contro quanto successo, ma bisogna di agire, partecipare anche consapevoli del fatto che solo la nostra presenza non cambi nulla, ma è già una presenza che dice molto e toglie sicurezza a chi comanda, decide e dispone.

Serve a far sentire la nostra voce, quella che chiede un cambiamento o di costruire alternative.

Le future generazioni meritano un mondo migliore, un ambiente più sano, una società più giusta ed equa.

Non possiamo lasciare loro un’eredità di debiti, di disuguaglianze, di opportunità e diritti negati.

Dobbiamo agire ora, con urgenza, per “salvare il salvabile”, per porre le basi per un futuro in cui la politica sia davvero al servizio dei cittadini e non viceversa.

La lotta contro le avversità, sia quelle personali che quelle indotte da una cattiva gestione politica, non sono un atto egoistico, ma un atto d’amore verso noi stessi e verso coloro che verranno dopo di noi.

I nostri figli, i nostri nipoti, le generazioni future meritano il nostro impegno e sacrificio.

Non possiamo condannarli a un futuro peggiore del nostro, dobbiamo essere i guardiani del loro domani, i difensori dei loro diritti, i costruttori delle loro opportunità.

Questo significa resistere alle avversità e ai potenti che cercano di aumentare l’apatia e il distacco per meglio gestire i propri interessi, ma significa soprattutto non abbassare la testa, anche quando la strada si fa in salita.

La storia ci insegna che i cambiamenti più significativi sono sempre frutto della costanza, perseveranza, partecipazione e della lotta di chi non si è mai arreso.

Non sottovalutiamo mai il potere di una singola voce che pian pianino si unisce a tante altre per diventare un coro.

Ogni piccolo gesto di resistenza, ogni atto di impegno, ogni scintilla di speranza contribuisce a illuminare il cammino del cambiamento, ovviamente in meglio.

Non lasciarsi intimorire, fregarsene di chi fa di tutto per denigrarci, delegittimarci, isolarci per tacitarci, perchè loro sono sicuramente dalla parte di chi vuole che le cose vadano per come gli fa comodo e per trarne i maggiori vantaggi personali.

Ecco perché è importante partecipare, sia una manifestazione di protesta, un commento sui social, un’assemblea o un consiglio comunale dove si discutono problematiche che interessano la collettività, essere presenti significa anche “ti sto guardando negli occhi mentre dici cose solo per il tuo interesse”.

Non arrendiamoci mai, perché la posta in gioco è troppo alta, il futuro è nelle nostre mani e per non darla vinta a chi porta avanti il “divide et impera”, quindi ora e sempre resilienza. Ad Maiora

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