Ieri la città di San Cataldo ha ricordato il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. La celebrazione ha coinvolto autorità civili e militari, associazioni, sodalizi e cittadini, studenti, il baby consiglio, in un percorso che ha attraversato il centro urbano per riaffermare l’identità e i valori della comunità.
L’evento è iniziato alle ore 11:45 con il raduno in Piazza Papa Giovanni XXIII. Da qui, il corteo ha percorso Corso Sicilia fino a raggiungere Piazza degli Eroi.
Il momento culminante si è svolto alle ore 12:00 con l’omaggio commosso al Caduti, con la deposizione della corona d’alloro al monumento e l’osservanza del silenzio d’ordinanza. Poi le parole della baby sindaca, Lisa Sberna, per ricordare il significato storico dell’armistizio del 4 novembre 1918. “Onoriamo le Forze armate presenti perché ci donano protezione, ha detto. Il suo intervento si è concluso con l’esortazione a ricordare la guerra come base necessaria per costruire una pace duratura”.

Il 4 novembre è una ricorrenza che ci chiama a riflettere sul cammino compiuto dal nostro Paese e sui valori che tengono unita la nostra comunità, ha esordito la vice sindaca, Marianna Guttilla, nel suo discorso. Ricordare oggi la conclusione di un conflitto devastante come la Prima Guerra Mondiale non significa celebrare la logica delle armi o la distruzione, ma significa prima di tutto rendere un profondo e commosso omaggio ai caduti, a quei giovani, provenienti da ogni angolo dell’Italia, che pagarono con la vita il prezzo durissimo di una guerra, che ha segnato in modo indelebile intere generazioni e il volto stesso della nostra nazione”.
Il cuore del suo messaggio istituzionale è stato l’invito alla responsabilità collettiva. “L’unità nazionale non è una conquista una volta per tutte, ha sottolineato la vice sindaca, ma un cantiere aperto, un bene prezioso da custodire e nutrire ogni giorno attraverso l’impegno civico e la partecipazione democratica”.
Uno sguardo privilegiato è stato rivolto alle nuove generazioni. A voi oggi, ha detto, consegniamo il testimone della memoria e la responsabilità del futuro, con l’invito a essere promotori di una convivenza civile basata sulla solidarietà e sul rispetto delle differenze. Un appello speciale è stato lanciato ai docenti, chiamati a formare le coscienze gettando semi di unità e di un amore per la patria, inteso non come concetto astratto, ma come identità storica viva.
In un contesto internazionale segnato dal ritorno di dolorosi venti di guerra ai confini dell’Europa, ha osservato infine, il tricolore che oggi sventola alto nella nostra piazza non è solo il simbolo della nostra identità, ma un vessillo di pace, di libertà e di fratellanza universale”.
La cerimonia si è chiusa con un rinnovato impegno a stringersi attorno ai valori della Costituzione, per essere una comunità coesa capace di superare le difficoltà e di lavorare ogni giorno per il bene comune.
San Cataldo 05/11/2026

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