Le conclusioni dei magistrati contabili: un lungo elenco di contestazioni
Vent’anni fa, al termine della gestione dell’emergenza idrica affidata al generale Jucci, fu prodotta una relazione. Quel documento, però, non si trova più, distrutto da un allagamento. Basta questo dettaglio per raccontare una gestione del sistema acqua che in Sicilia sarebbe nel caos totale: è la descrizione che ne fornisce la Corte dei Conti al termine della valutazione avviata in estate dall’allora presidente della sezione di controllo Salvatore Pilato. C’è stato poi un confronto con la Regione, ma il risultato è una bocciatura su tutta la linea: il referto conclusivo è di oltre 300 pagine, con una miriade di contestazioni.
Il quadro è devastante: in Sicilia, annota la Corte, 20 invasi su 38 hanno limitazioni di capienza per ragioni di sicurezza o assenza di collaudo. Negli invasi sono inoltre presenti 150 milioni di metri cubi di sabbia.
Al capitolo dighe, poi, vanno citate le incompiute: su tutte Blufi e Pietrarossa, menzionate già vent’anni fa come una priorità assoluta.
Le perdite fanno il resto: ad Agrigento, ad esempio, il 28,4 per cento della rete è in condizioni negative.
C’è poi il capitolo degli sprechi: i dissalatori, annotano i magistrati contabili, furono dismessi fra il 2012 e il 2014, ma adesso sono stati riattivati con una gestione della quale la Corte rileva la diseconomicità dei costi. Per tacere delle occasioni perdute: ad esempio i 31 progetti su 31 che nell’era Musumeci furono bocciati per una dimenticanza nella presentazione dei documenti per accedere al Pnrr.
Le conseguenze si riflettono sull’economia: l’agricoltura, rileva la Corte, ha pagato il prezzo di questa cattiva gestione. Nel 2024, dicono i magistrati, la produzione di vino si è ridotta del 30 per cento. Eppure le possibili soluzioni erano già state probabilmente indicate nella relazione del 2006. Peccato che non la si trovi più.
Fonte Rainews.it
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