Il governo lavora sul pacchetto Sicurezza alla luce dei rilievi che sono arrivati dagli uffici del Quirinale. Oggi attese le norme in Cdm
l governo lavora sul pacchetto Sicurezza alla luce dei rilievi che sono arrivati dagli uffici del Quirinale, e che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha illustrato al sottosegretario Alfredo Mantovano, sullo scudo, che era stato inizialmente pensato soprattutto come tutela per le forze dell’ordine, e il fermo preventivo. Interlocuzione ottima come sempre, fa sapere Palazzo Chigi.
Sicurezza, scudo e fermo preventivo. Mantovano sale al Quirinale
Uno dei temi posti al governo sarebbe anche quello della portata dello scudo (in sostanza per casi di legittima difesa o adempimento di un dovere non si verrà immediatamente iscritti nel registro degli indagati ma in un registro a parte), che non dovrebbe essere orientato solo su una categoria e comunque dovrebbe essere motivata la sua applicazione con regole di ingaggio precise.
Per quanto riguarda il fermo, ci sarebbero, tra l’altro, dubbi sulle 12 ore, che potrebbero – per esempio – diventare troppe se viene applicato per una manifestazione che dura solo poche ore. A quanto si apprende, dovrebbe essere mantenuto di 12 ore, senza necessità di convalida da parte del magistrato, per i sospettati di costituire un pericolo per lo svolgimento pacifico dei cortei, ma applicabile solo a chi ha precedenti specifici.
Meloni vuole fare in fretta: oggi in Cdm il pacchetto Sicurezza
Giorgia Meloni ha fretta. Vuole dare un messaggio di svolta sulla sicurezza soprattutto dopo il caso Vannacci e mira a fare arrivare oggi in Consiglio dei ministri il decreto legge e il ddl che assieme formano il pacchetto. A Torino “nessuna impreparazione nella gestione dell’ordine pubblico né uso eccessivo della forza”. Nelle comunicazioni al Senato sugli scontri avvenuti sabato sera durante il corteo per Askatasuna il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito la linea dell’informativa del giorno prima a Montecitorio ed è andato oltre, rispondendo alle critiche mosse dalle opposizioni e da “alcuni commentatori”.
L’attacco di Piantedosi al Senato sui fatti di Torino
“C’è chi ha persino adombrato l’idea che le violenze siano state in qualche modo organizzate, o quantomeno tollerate, dal Governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme. È un’accusa evidentemente grave e strumentale”, ha detto il ministro, definendola “un’insinuazione indegna e priva di qualsiasi riscontro nella realtà: le violenze di matrice antagonista, di cui Askatasuna e altri centri sociali sono protagonisti, non nascono con l’attuale Governo. Sono oltre trent’anni che questi episodi si ripetono con regolarità, cavalcando di volta in volta temi diversi”. Quindi “dare la colpa allo Stato è spesso un modo per assolvere i colpevoli e, allo stesso tempo, per assolversi”.
Dalle opposizioni un segnale di unità con la risoluzione unitaria
Dopo le comunicazioni l’Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza, che ha assorbito la mozione di Azione su cui c’era stato parere favorevole del governo. Ma le opposizioni esultano per aver presentato “una risoluzione unitaria mentre la destra si sta spaccando e Vannacci sarà un grosso problema per Meloni”. Una risoluzione con 11 impegni che serve, soprattutto, a dare un segnale di compattezza.
Il cuore della risoluzione è un altolà alla decretazione d’urgenza su materie riguardanti l’ordine pubblico che suona come un avviso in vista del pacchetto sicurezza. “La risoluzione – sottolinea il dem Francesco Boccia – impegna il governo a privilegiare il confronto parlamentare e a respingere scorciatoie autoritarie”.
Le richieste delle opposizioni al governo
Tra le richieste emerge quella del ritiro degli agenti in Albania e il no allo scudo penale per le forze dell’ordine anche se sul punto non si chiude a “valutare eventuali interventi di portata generale”. E ancora no alle cauzioni per chi manifesta ma sì alla procedibilità d’ufficio per reati come il furto aggravato.
Il Movimento ha messo in campo le proprie proposte, rivendica Giuseppe Conte, “che sono state condivise dalle altre forze di opposizione”. Questo, osserva, è “un governo che vuole fare un giro di vite sulle manifestazioni di dissenso ma si è dimenticato di aver promesso un decreto bollette”. “Vorreste farci parlare di nuove norme liberticide – attacca la segretaria dem Elly Schlein – mentre noi vogliamo parlare di sicurezza concreta, non di slogan e bandierine piantate per coprire fallimenti”.
Fonte lanotiziagiornale.it di Raffaella Malito
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