La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha chiuso il cerchio su un presunto e ramificato sistema di corruzione, concussione e appalti pilotati all’interno del Comune di Sommatino, notificando 14 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti indagati (un provvedimento firmato dal procuratore aggiunto Santi Roberto Condorelli e dal sostituto Luigi Lo Valvo che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio).
L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale nisseno, era scattata in seguito a un clima di forte tensione culminato, nel maggio del 2024, in un’intimidazione contro l’auto del sindaco. Rispetto alle prime fasi investigative, il quadro si è arricchito di nuovi dettagli e di ulteriori posizioni, con un forte “asse” che lega il centro nisseno alla provincia di Agrigento.
I soggetti coinvolti e le ramificazioni agrigentine
Tra i 14 indagati figurano i vertici politici e amministrativi del Comune di Sommatino: il sindaco Salvatore Letizia (51 anni, che si è dimesso dopo il ricevimento dell’avviso di garanzia), la vicesindaca Mariangela Castellano (39 anni), l’assessore Antonino La Quatra (51 anni) e l’ex assessore al Turismo Jean Pierre Rumeo (58 anni). L’elenco prosegue con il dirigente comunale Roberto Alotta (53 anni), il tecnico Calogero Vendra (62 anni), gli imprenditori locali Luigi Pulci (59 anni) e Lorenzo Pulci (62 anni), Vincenza Valentina Calabrò (44 anni) di Sommatino e Domenico Danisi (51 anni) di Caltanissetta.
Forte e centrale risulta la componente proveniente dalla provincia di Agrigento: figurano infatti la segretaria comunale di Sommatino (originaria dell’agrigentino), i favaresi Diego Caramazza (45 anni, imprenditore e ritenuto titolare di fatto della “Edilroad srl”, già noto per vicende giudiziarie legate ad altre opere nel territorio agrigentino) e sua sorella Federica Caramazza (37 anni, imprenditrice), oltre a una coppia di Canicattì entrambi quarantaquattrenni (tra cui Alessandro Ignazio Patti).
I due filoni d’accusa: il “pizzo” sulla Sagra e le mazzette per la Villa Garibaldi
Le indagini della Procura si articolano principalmente su due distinti filoni illeciti:
- La gestione della Sagra e le estorsioni ai bancarellisti: Il primo capitolo riguarda la “Terza Sagra dell’Agricoltura – Sommatino sei Tu”, tenutasi nel novembre del 2024. Sfruttando la propria posizione istituzionale e il ruolo di organizzatori dell’evento, il sindaco Letizia, la vicesindaca Castellano e l’ex assessore Rumeo avrebbero imposto il pagamento di somme in contanti non dovute — comprese tra i 40 e i 150 euro giornalieri — a commercianti e titolari di bancarelle per l’uso degli stand e l’allaccio elettrico. L’ammontare complessivo del “pizzo” riscosso si aggirerebbe intorno ai 10.700 euro.
- La corruzione per gli appalti pubblici e i lavori alla Villa Garibaldi: Il filone più pesante ipotizza un sistema corruttivo continuato finalizzato all’assegnazione di due lotti di interventi di riqualificazione presso la Villa Garibaldi (e la promessa di future opere al cimitero comunale). Secondo l’ipotesi accusatoria, l’imprenditore favarese Diego Caramazza avrebbe corrisposto una tangente complessiva di 45 mila euro per assicurarsi l’affidamento diretto dei lavori alla ditta “Edilroad srl” (interventi poi lievitati nel maggio 2025 di circa 30 mila euro tramite perizia di variante).
La mazzetta sarebbe stata suddivisa in tre tranche da 15 mila euro ciascuna, destinate rispettivamente al sindaco Salvatore Letizia, al dirigente tecnico Roberto Alotta e al professionista esterno Calogero Vendra. Per aggirare le soglie previste dal Codice degli appalti ed evitare le procedure di gara, i due lotti della villa sarebbero stati mantenuti artificiosamente separati. Nel medesimo reato viene contestato il concorso materiale a Federica Caramazza, accusata di aver preparato materialmente le banconote destinate al primo cittadino (sebbene per lei non siano state avanzate richieste di misure cautelari).
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