ROMA / WASHINGTON — Con la scadenza imminente della tariffa globale temporanea del 10%, l’amministrazione guidata da Donald Trump è pronta a sferrare un nuovo e imponente affondo sul fronte del commercio internazionale. Nel mirino della Casa Bianca ci sono ben 60 Nazioni, coinvolte in un piano di restrizioni doganali che rischia di ridisegnare gli equilibri economici mondiali.
1. La nuova offensiva protezionistica
Dopo che la Corte Suprema ha bloccato i precedenti dazi reciproci, l’amministrazione statunitense ha lavorato a diverse opzioni per mantenere alta la pressione sui partner commerciali. Le nuove tariffe, che potrebbero essere annunciate ufficialmente già prima del fine settimana, spaziano da aliquote mirate a veri e propri blocchi per i Paesi giudicati «poco collaborativi» o responsabili di squilibri commerciali con gli Stati Uniti.
Tra i Paesi già direttamente colpiti o nel mirino figurano:
- Canada: Stretta già operativa con tariffe fino al 50% su beni specifici come vino, cemento e articoli sportivi. È la prima volta che viene applicata la Section 338 del Tariff Act del 1930, norma storica che attribuisce al Presidente poteri sanzionatori straordinari contro le discriminazioni commerciali.
- Brasile: Impostazione di dazi al 25% su diverse categorie di esportazioni verso gli USA.
- Asia: Misure in rampa di lancio con aliquote comprese tra il 25% e il 40% per Paesi come Giappone, Corea del Sud, Malesia, Sudafrica e Myanmar.
- Unione Europea: Resta in bilico la minaccia di un aumento delle tariffe sul comparto dell’auto al 25%, oltre a possibili ritorsioni legate alla web tax e alle regolamentazioni tecnologiche comunitarie.
2. Quadro riassuntivo delle misure annunciate
| Paese / Area | Aliquota Stimata | Settori Chiave Coinvolti | Stato del Provvedimento |
|---|---|---|---|
| Canada | 50% | Vino, cemento, articoli sportivi | Già in vigore (Section 338) |
| Brasile | 25% | Materie prime, prodotti agricoli | In fase di avvio |
| Giappone, Corea, Malesia | 25% – 40% | Automotive, manifattura, hi-tech | In corso di definizione |
| Unione Europea | 15% – 25% (in discussione) | Automotive, agroalimentare, macchinari | Trattativa diplomatica aperta |
3. Le reazioni internazionali e il nodo Unione Europea
Le contromisure dei partner commerciali non si sono fatte attendere:
- Ottawa: Il primo ministro canadese e i vertici economici hanno definito l’offensiva unacceptable, annunciando la preparazione di contromisure legali e commerciali mirate.
- Bruxelles: La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, mantiene aperti i canali di dialogo con la Casa Bianca per evitare un’escalation distruttiva, pur con il supporto di Paesi chiave come Italia, Germania e Francia. Tuttavia, l’UE ha già pronto un piano di ritorsione da 120 miliardi di euro nell’eventualità di dazi unilaterali sulle merci europee.
4. Tensioni geopolitiche e timori inflazionistici
La nuova fiammata protezionistica giunge in un momento di forte instabilità geopolitica globale, accentuata dalle recenti tensioni nel Medio Oriente che hanno riacceso la volatilità sui mercati energetici e sui prezzi del petrolio.
Negli stessi Stati Uniti, la strategia doganale solleva perplessità anche in ambito politico interno: diversi esponenti del Senato repubblicano hanno espresso preoccupazione per i possibili effetti sui prezzi al consumo, con il rischio di alimentare nuovamente l’inflazione e far salire i costi per le famiglie e le filiere industriali americane.

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