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Una riflessione “dovuta” dopo le recenti e le nuove notizie. “L’Eccellenza che si fa bottega: Il caso Cefpas, un ente al servizio di pochi?”

Last updated: 10/05/2026 12:59
By Redazione 527 Views 9 Min Read
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Con tutte queste poco esaltanti notizie si è pure velato il cielo di maggio, solitamente azzurro

Leggere soltanto che il problema risiede nel passato lavorativo dei singoli, attenzione ogni professione ha la sua dignità, dal pizzaiolo all’addetto alla vendita, è riduttico il vero problema sta nell’incongruità tra la mansione richiesta e il profilo arruolato.

In un sistema sano, la formazione manageriale dovrebbe essere affidata a chi ha già gestito la complessità, non a chi viene selezionato tramite un’autocertificazione dai contorni sfumati.

Se il Cefpas deve essere il fiore all’occhiello della Regione, non può trasformarsi in un ammortizzatore sociale per “amici di” o in un ufficio di collocamento politico e familiare.

Il rischio è che, una volta finiti i fondi del PNRR, restino solo soldi, della collettività che dovrebbero servire al suo sviluppo e crescia, spesi male, anzi malissimo e le macerie di una credibilità perduta.

In tutta questa triste, ma ennesima storia, esiste un paradosso tutto siciliano in cui le risorse destinate al futuro, i fondi del PNRR, sembrano scivolare lungo i binari del passato.

Il Cefpas di Caltanissetta, che sulla carta dovrebbe rappresentare l’accademia d’élite per la formazione dei manager sanitari e, sempre che il tutto, come successe nel 2022 non venga “giustificato”, qui il nostro articolo con quanto successo nel 2026 e nel 2022, si ritrova oggi, come quattro anni fa, al centro di un uragano mediatico che ne mette a nudo una gestione quantomeno “singolare”.

Quando la meritocrazia viene sostituita dalla “prossimità”, il danno non è solo d’immagine, ma strutturale.

Quello che più colpisce il cittadino è che troppo spesso la politica si riempie la bocca con parole come “correttezza”, “trasparenza” e “impegno per lo sviluppo dei cittadini”, ma quando si leggono notizie di questo genere, emerge una realtà diametralmente opposta.

“Vengono prima loro e i loro amici“.

Il cittadino comune, quello senza “santi in paradiso”, che non ha appoggi o che semplicemente rifiuta di piegarsi a certe logiche di vassallaggio, viene sistematicamente tagliato fuori se non si prostra al potente di turno.

E allora, quando i rappresentanti delle istituzioni invocano certi alti valori, puntando sovente il dito contro chi gli contrasta, non dovrebbero offendersi se la gente non gli crede più o se qualcuno arriva a ridergli dietro.

Perché se è vero che i lacchè di turno saranno sempre pronti a difenderli, sperando di raccogliere qualche mollica che cade dalla tavola dei privilegiati, la stragrande maggioranza della società civile osserva, con amara consapevolezza, il naufragio dell’etica pubblica.

L’inchiesta condotta da Repubblica sta sollevando il velo su un sistema di reclutamento che sembra ignorare competenze accademiche e curricula tecnici in favore di una democratizzazione dei compensi che sa di beffa per migliaia di giovani laureati costretti ad emigrare in cerca di una sistemazione “normale”.

Se per formare la classe dirigente della sanità si attinge da bacini professionali distanti anni luce dal settore, il rischio è che il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” si trasformi, per la Sicilia, in un “Piano Nazionale di Reclutamento Parentale”.

Di seguito, riportiamo l’analisi dettagliata dei fatti che stanno scuotendo la politica regionale e locale con, l’inchiesta di Repubblica che continua a fornire nomi e notizie, tra pizzaioli e cassieri reclutati per i progetti PNRR al Cefpas di Caltanissetta.

Gli ultimi sviluppi tracciano un quadro sorprendente sulle modalità di reclutamento per i progetti finanziati dal PNRR.

Tra le figure arruolate per formare i manager della sanità di domani spuntano ex addetti all’ortofrutta, pizzaioli, parenti di politici e consiglieri comunali, spesso privi di qualsiasi esperienza specifica nel settore.

Compensi a pioggia senza distinzione di merito.

Il meccanismo sollevato dalle giornaliste Miriam Di Peri e Giusi Spica appare sistematico. Un compenso lordo di 6.355 euro per collaborazioni avviate tra il 5 febbraio e il 30 aprile, elargito indistintamente.

Non conta che il collaboratore sia un esperto con master universitario o un giovane alla prima esperienza, la cifra resta identica.

È il caso di Federica Ginestra, chiamata come tutor per gestire fogli firma e test di fine corso in un progetto sulle competenze digitali e manageriali dei sanitari, nel suo curriculum, però, figurano precedenti esperienze come cassiera e addetta all’ortofrutta in alcuni discount. Simile il percorso di Luca Formica, arruolato nello stesso progetto PNRR con un passato professionale da banconista di bar, gelataio e pizzaiolo.

L’ombra della politica e delle “parentele”

L’inchiesta di Repubblica evidenzia come il Cefpas, guidato da Roberto Sanfilippo, che dal 2018 è direttore generale del Cefpas, il centro europeo di formazione permanente e addestramento in sanità con sede a Caltanissetta, ente a totale partecipazione della Regione, sia diventato un crocevia di nomi legati a doppio filo alla politica locale e regionale.

Tra i collaboratori figurano:

-Onofrio Magro: attuale gestore di un’azienda agricola e noto per essere l’autista del deputato di Forza Italia Michele Mancuso.

-Dario Di Fazio: studente e già coordinatore della Lega Giovani a Caltanissetta.

-Antonino Tuttolomondo: diplomato nel 2024, senza alcuna esperienza pregressa, assunto con lo stesso compenso dei colleghi laureati.

-Carmelo Esposito Inchiostro: fidanzato della figlia di Michele Mancuso.-

-Epifanio Candura e Carla Delpopolo Carciopolo: rispettivamente nipote e sorella degli attuali assessori della giunta nissena.

-Rita Cortese: moglie di Gianfranco Fuschi, noto esponente locale di Fratelli d’Italia.

L’elenco prosegue con esponenti eletti, come Dyana Intorre, consigliera a Campobello di Licata, e Alessia Capozza, consigliera a Casteltermini, fino a parenti stretti di sindaci e dirigenti di partito.

Le denunce: “Un bacino di voti, dossier in Procura”

Le anomalie nelle procedure di selezione, basate su un albo tutor ad accesso libero e su “autovalutazioni” dei candidati, hanno sollevato il muro della Cgil e del Partito Democratico. Rosanna Moncada, segretaria della Cgil di Caltanissetta, è netta:

“Il Cefpas sta diventando un bacino di voti importante per allargare il consenso elettorale sul territorio. Una pubblica amministrazione può avvalersi di collaboratori esterni solo per professionalità specifiche non presenti in organico, non certo in questo modo”.

Il deputato regionale del PD, Nello Di Pasquale, ha già annunciato che l’intero dossier è pronto per essere depositato in Procura con un esposto formale.

Mentre il dibattito politico s’infiamma, l’inchiesta di Repubblica promette di scavare ancora più a fondo nei meccanismi che legano la formazione sanitaria siciliana alle dinamiche del potere politico ragionale e locale.

Pochi gli interventi della politica locale sul caso, al momento sono intervenuti, “Futura – costruiamo insieme la città”, il consigliere comunale Armando Turturici, con una lettera aperta inviata al presidente Schifani e Italia Viva – Casa Riformista Caltanissetta” .

Nota di direzione: Il racconto dei fatti con i nomi è basato sull’inchiesta di Miriam Di Peri e Giusi Spica per laRepubblicaPalermo, pubblicato su vari profili social.

Ad Maiora

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